Immissioni in ruolo docenti 2026, partita solo la Fase 1. Ecco perchè
- Debora De Patto
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 10 ore fa

Sono iniziate le operazioni per le immissioni in ruolo dei docenti per l’anno scolastico 2026/27, ma al momento gli Uffici Scolastici Regionali possono avviare solo la Fase 1, dedicata alla scelta della provincia.
Per passare alla Fase 2, relativa alla scelta della scuola, sarà infatti necessario attendere il decreto con il contingente delle assunzioni autorizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che al momento non è ancora stato pubblicato.
Perché è partita solo la Fase 1
Pochè il via libera definitivo del MEF sul numero delle assunzioni autorizzate non arriva, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha consentito agli Uffici Scolastici Regionali di avviare la prima fase della procedura.
Prima dell’apertura delle istanze, gli USR hanno infatti completato le principali operazioni preliminari, tra cui:
recupero degli eventuali esuberi;
compensazioni tra classi di concorso e province;
aggiornamento delle graduatorie;
cancellazione dei docenti già assunti a tempo indeterminato con conferma in ruolo.
Solo dopo queste attività è stato possibile pubblicare gli avvisi di convocazione.
Fase 1: scelta della provincia
La Fase 1 si svolge esclusivamente attraverso Istanze Online (POLIS).
Ogni Ufficio Scolastico Regionale pubblica uno o più avvisi indicando:
il numero dei candidati convocati;
la finestra temporale per la compilazione della domanda;
data e orario di apertura e chiusura delle istanze.
Come avviene ogni anno, il numero dei candidati convocati è generalmente superiore ai posti disponibili, così da gestire eventuali rinunce senza dover aprire subito nuovi turni.
La partecipazione alla Fase 1 non garantisce automaticamente l’immissione in ruolo.
Per la Fase 2 serve il contingente autorizzato
Conclusa la scelta della provincia, sarà necessario attendere il contingente nazionale delle assunzioni, che dovrà essere autorizzato dal MEF.
Solo dopo la pubblicazione del decreto sarà possibile:
attribuire ufficialmente le province ai candidati;
aprire la Fase 2, dedicata alla scelta della sede scolastica.
Fase 2: scelta della scuola
La seconda fase riguarda esclusivamente gli aspiranti che avranno ottenuto l’assegnazione di una provincia. Anche questa procedura sarà telematica e avrà una durata molto ridotta, generalmente 48 ore.
Durante la compilazione dell’istanza il candidato dovrà indicare:
l’ordine di preferenza delle istituzioni scolastiche della provincia assegnata;
un comune della provincia da utilizzare come preferenza nel caso in cui nessuna delle scuole indicate sia disponibile;
l’eventuale diritto alla precedenza ai sensi della Legge 104;
la disponibilità ad accettare incarichi su cattedre esterne, corsi serali, scuole carcerarie, licei europei o scuole ospedaliere;
ove previsto, per il sostegno, l’ordine di preferenza delle diverse tipologie di posto;
ove previsto, il possesso dei titoli per posti speciali, metodi didattici differenziati o insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria.
Attenzione all’assegnazione d’ufficio
Il Ministero ricorda che le preferenze espresse non garantiscono l’assegnazione della sede desiderata. Se le scuole indicate dal candidato non risultassero disponibili, l’Amministrazione procederà all’assegnazione d’ufficio su una sede libera all’interno della provincia attribuita, anche su tipologie di posto che il candidato non aveva indicato tra le proprie preferenze.
Si attende il via libera del MEF
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha richiesto l’autorizzazione per coprire il 100% dei posti vacanti e disponibili.
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