Valditara: “L’IA entrerà nella didattica, ma gli smartphone devono restare fuori dalle aule. Sì al divieto dei social per i minori”
- Debora De Patto
- 30 lug
- Tempo di lettura: 2 min

L’intelligenza artificiale come strumento per migliorare l’apprendimento, ma smartphone sempre più lontani dalle aule. È questa la visione della scuola delineata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenuto durante una visita alla nave oceanografica Laura Bassi nel porto di Trieste.
Il ministro ha affrontato due temi destinati a incidere sull’organizzazione della scuola nei prossimi anni: l’integrazione dell’IA nella didattica e la regolamentazione dell’utilizzo di smartphone e social network da parte dei minori.
IA nelle scuole: investimento da 100 milioni di euro
Valditara ha confermato la volontà del Ministero di puntare con decisione sull’intelligenza artificiale come supporto all’attività didattica.
“Abbiamo investito 100 milioni di euro”, ha dichiarato il ministro, spiegando che nei nuovi programmi dei licei l’IA sarà utilizzata a supporto dell’insegnamento della matematica, della fisica e delle altre discipline STEM.
L’obiettivo non è sostituire il docente, ma offrire strumenti in grado di personalizzare i percorsi di apprendimento in base alle esigenze degli studenti.
Al via la sperimentazione con assistenti virtuali
Tra le novità annunciate c’è anche l’avvio di una sperimentazione che prevede l’impiego di assistenti virtuali nelle scuole.
Secondo Valditara, il progetto pilota partirà già da quest’anno e, in caso di risultati positivi, sarà progressivamente esteso ad altre regioni e ad altri istituti scolastici.
L’intenzione è quella di utilizzare l’intelligenza artificiale come supporto all’insegnamento, favorendo una didattica sempre più personalizzata.
Smartphone fuori dalle aule
Accanto all’innovazione tecnologica, il ministro ha ribadito la linea già adottata dal Ministero sull’utilizzo dei telefoni cellulari durante le lezioni.
Secondo Valditara, il divieto introdotto nelle scuole italiane sta producendo effetti positivi e rappresenta una scelta che ha contribuito a migliorare l’attenzione degli studenti durante le attività didattiche.
“Serve una legge per vietare i social ai minori”
Il ministro si è espresso anche sul tema dell’accesso ai social network da parte dei minorenni.
“Sono personalmente favorevole e spero che si arrivi presto a una legge in tal senso”, ha affermato, sottolineando però che una misura di questo tipo richiede un’attenta valutazione tecnica.
Valditara ha richiamato l’esperienza australiana, evidenziando come anche i sistemi più avanzati presentino criticità che consentono di aggirare i divieti. Per questo motivo, ha spiegato, è necessario costruire un impianto normativo efficace e realmente applicabile.
Tecnologia sì, ma senza sostituire il docente
La linea del Ministero punta quindi a coniugare innovazione e attenzione agli aspetti educativi.
Da una parte l’intelligenza artificiale viene considerata uno strumento di supporto per migliorare la qualità dell’insegnamento e personalizzare l’apprendimento; dall’altra resta ferma la volontà di limitare le distrazioni in classe e di promuovere un uso più consapevole delle tecnologie digitali.
Per Valditara, infatti, l’intelligenza artificiale deve affiancare il lavoro dei docenti senza sostituirlo, mentre la scuola deve continuare a essere uno spazio dedicato alla concentrazione, al confronto diretto e alle relazioni educative.




Commenti