Studenti stranieri a scuola, Valditara: «Basta classi ghetto». Più equilibrio tra le classi e docente di italiano L2 con almeno il 20% di neoarrivati

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, torna sul tema della presenza degli studenti con cittadinanza non italiana nelle scuole e annuncia la volontà di intervenire sulle regole che ne disciplinano la distribuzione tra classi e istituti.
Rispondendo alla Camera a un’interrogazione parlamentare, il ministro ha richiamato la circolare del 2010, che fissava come criterio generale un limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana per classe, prevedendo comunque possibili deroghe.
Secondo Valditara, quelle disposizioni non hanno prodotto i risultati attesi e proprio per questo sarebbe necessario introdurre strumenti più efficaci per garantirne l’applicazione.
«Basta classi ghetto», è la posizione espressa dal ministro, che ritiene necessario evitare forti concentrazioni di studenti stranieri in determinate classi o istituti.
Cosa cambia per gli studenti con difficoltà linguistiche
Sul fronte dell’apprendimento dell’italiano, il Governo è già intervenuto nel 2024.
La normativa prevede l’assegnazione, nei limiti delle risorse disponibili, di docenti dedicati all’insegnamento dell’italiano L2 nelle classi in cui almeno il 20% degli studenti si iscrive per la prima volta al sistema nazionale di istruzione oppure non possiede competenze linguistiche almeno di livello A2.
La soglia del 20%, quindi, non rappresenta un limite massimo alla presenza di studenti stranieri in classe, ma riguarda l’attivazione di uno specifico supporto linguistico.
L’obiettivo del Ministero
Valditara ha collegato il tema anche agli apprendimenti, sostenendo che le difficoltà linguistiche e determinate concentrazioni di studenti possono avere conseguenze sull’attività didattica dell’intera classe.
Il Ministero intende quindi lavorare con le scuole per individuare le soluzioni organizzative necessarie, tenendo conto dell’autonomia degli istituti, della libertà di scelta delle famiglie e del diritto allo studio.




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