Studenti italiani in Europa: piano da 420 milioni per le scuole superiori
- Confronto Scuola
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Studenti italiani in Europa: piano da 420 milioni per portare 150mila studenti all’estero
Un piano da 420 milioni di euro per portare gli studenti italiani delle scuole superiori in Europa. È questa la misura presentata al Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del programma “Gli studenti italiani in Europa”, pensato per rafforzare le competenze linguistiche e favorire la mobilità internazionale degli studenti.
L’obiettivo annunciato è ambizioso: consentire a circa 150mila ragazze e ragazzi di svolgere un’esperienza formativa all’estero, con spese di viaggio, vitto e alloggio coperte attraverso fondi strutturali europei. Il piano è stato presentato il 30 giugno 2026 al MIM, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Chi potrà partecipare
Il programma riguarda gli studenti del quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado, quindi licei, istituti tecnici e istituti professionali. La misura punta a coinvolgere una platea molto ampia, distribuendo le esperienze nell’arco del programma.
Non si tratterà, almeno secondo quanto annunciato, di una semplice adesione individuale “a sportello”. La selezione dovrebbe essere gestita dalle scuole, sulla base di criteri legati al merito scolastico e all’ISEE. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’esperienza all’estero resti riservata solo a chi può permettersela economicamente.
Cosa sarà coperto dal finanziamento
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la copertura dei costi. Per gli studenti selezionati, il piano dovrebbe finanziare le principali spese dell’esperienza: viaggio, vitto e alloggio. Non si tratterebbe quindi di una tradizionale uscita o vacanza studio a carico delle famiglie, ma di un percorso sostenuto con risorse pubbliche europee.
Le attività potranno avere durata diversa, da esperienze brevi di alcune settimane fino a percorsi più lunghi. Il programma punta al potenziamento delle lingue straniere, ma non solo: sono previste attività formative, inserimento in contesti scolastici europei, laboratori, project work e percorsi di orientamento.
Coinvolti anche i docenti accompagnatori
Il piano non riguarda soltanto gli studenti. Secondo quanto emerso in sede di presentazione, è previsto anche il coinvolgimento di circa 15mila docenti accompagnatori, ai quali dovrebbero essere riconosciuti i costi di partecipazione e un compenso per le attività aggiuntive.
Questo aspetto sarà particolarmente importante nella fase operativa, perché saranno proprio le scuole a dover organizzare percorsi, selezioni, accompagnamento e gestione amministrativa delle esperienze.
Perché il piano può essere importante
L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: rafforzare le competenze linguistiche degli studenti italiani e offrire a una platea più ampia la possibilità di vivere un’esperienza formativa europea.
Il tema è centrale. Per molti studenti, un periodo di studio all’estero può rappresentare un’occasione decisiva per migliorare la conoscenza delle lingue, confrontarsi con sistemi scolastici diversi, sviluppare autonomia e ampliare le proprie prospettive personali e professionali.
La novità principale è la dimensione dell’intervento: 420 milioni di euro e una platea potenziale di 150mila studenti rendono il piano uno degli interventi più rilevanti mai annunciati in Italia sulla mobilità internazionale scolastica.
Attenzione: per ora non c’è ancora una domanda da presentare
Il punto più importante per famiglie e studenti è questo: al momento si tratta di un piano annunciato, non di un bando già operativo.
Questo significa che non ci sono ancora moduli da compilare, domande da inviare o graduatorie già attive. Per passare dall’annuncio alla fase concreta serviranno gli atti operativi: avvisi rivolti alle scuole, criteri dettagliati di selezione, tempistiche, modalità di adesione degli istituti e indicazioni sulla gestione delle spese.
Cosa devono fare adesso famiglie e studenti
Per ora, le famiglie non devono presentare alcuna domanda. Sarà necessario attendere le comunicazioni ufficiali del Ministero e, soprattutto, le indicazioni che arriveranno dalle singole scuole.
Gli studenti interessati e le loro famiglie possono però iniziare a prestare attenzione ad alcuni aspetti: il rendimento scolastico, che dovrebbe rientrare tra i criteri di selezione, e l’ISEE, che potrebbe essere richiesto per valutare la situazione economica del nucleo familiare.
Quando il piano entrerà nella fase operativa, saranno gli istituti scolastici a comunicare eventuali modalità di partecipazione, scadenze e criteri applicativi.
Cosa devono monitorare le scuole
Per dirigenti, segreterie e docenti, la fase decisiva sarà quella degli avvisi ufficiali. Gli istituti dovranno capire come aderire al programma, quali studenti potranno essere individuati, quali documenti saranno richiesti e come verranno organizzate le esperienze all’estero.
La gestione concreta sarà quindi fondamentale: un piano di queste dimensioni potrà funzionare solo con indicazioni chiare, tempi adeguati e procedure semplici per scuole e famiglie.
In sintesi
Il piano “Gli studenti italiani in Europa” punta a portare all’estero fino a 150mila studenti del quarto anno delle scuole superiori, con una dotazione annunciata di 420 milioni di euro e copertura delle spese principali.
Si tratta di un intervento potenzialmente molto importante, soprattutto se riuscirà davvero ad aprire la mobilità internazionale anche agli studenti che, senza un sostegno pubblico, non potrebbero permettersi un’esperienza di questo tipo.
Per ora, però, è necessario attendere i passaggi operativi. La direzione è chiara, ma per sapere chi partirà, quando e con quali modalità bisognerà aspettare gli avvisi ufficiali.




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