Scuole di montagna: pubblicato l’elenco dei 3.715 Comuni. In arrivo punteggio aggiuntivo per docenti e ATA e bonus per affitto e mutuo
- Debora De Patto
- 9 lug
- Tempo di lettura: 5 min

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM n. 121 del 2026, il provvedimento che individua ufficialmente 3.715 "Comuni montani" in Italia, dando attuazione alla legge n. 131/2025.
Si tratta di un passaggio fondamentale perché definisce, per la prima volta con criteri uniformi su tutto il territorio nazionale, quali sono i Comuni classificati come montani. Da questo elenco dipenderà l’accesso a numerose misure previste dalla legge, tra cui quelle dedicate alla scuola, con incentivi destinati a docenti e personale ATA.
ATTENZIONE: la pubblicazione dell’elenco non rende automaticamente operative tutte le agevolazioni. Per alcune misure sarà necessario attendere ulteriori decreti attuativi.
L’elenco dei Comuni montani
Il DPCM contiene l’elenco completo di 3.715 Comuni, suddivisi per regione e provincia.
La nuova classificazione supera il vecchio criterio basato esclusivamente sull’altitudine e introduce una valutazione più ampia delle caratteristiche del territorio.
I nuovi criteri per definire un Comune montano
Per essere classificato come montano un Comune deve rispettare uno dei criteri previsti dal decreto.
Tra i principali:
almeno il 20% del territorio oltre i 600 metri e almeno il 25% della superficie con pendenza superiore al 20%;
altitudine media pari o superiore a 350 metri, con almeno il 5% del territorio avente pendenza superiore al 20%;
altitudine media pari o superiore a 400 metri;
altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri;
criteri specifici per i Comuni delle province montane di confine.
Il decreto introduce anche una novità importante.
Potranno essere classificati montani anche Comuni che non soddisfano pienamente i requisiti altimetrici, ma che risultano inseriti in un contesto territoriale interamente montano.
L’obiettivo è evitare che piccoli territori restino esclusi soltanto per ragioni tecniche.
Cosa cambia per le scuole di montagna
L’articolo 7 della legge n. 131/2025 introduce una disciplina specifica per le scuole di montagna.
Sono considerate tali:
le scuole dell’infanzia;
le scuole primarie;
le scuole secondarie di primo grado;
le scuole secondarie di secondo grado;
che hanno sede nei Comuni classificati come montani.
La norma riguarda anche gli istituti con sede principale in un altro Comune ma che possiedono almeno un plesso situato in un Comune montano.
In questo caso, però, le agevolazioni si applicano esclusivamente al plesso ubicato nel Comune montano.
Organici e formazione delle classi
La legge prevede particolare attenzione nella definizione di:
organici dei docenti;
personale ATA;
dirigenti scolastici;
DSGA;
formazione delle classi.
Restano comunque applicabili le norme già vigenti in materia di organizzazione della rete scolastica e di costituzione delle classi.
Punteggio aggiuntivo per docenti e ATA
Una delle novità più attese riguarda il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo per il personale che presta servizio nelle scuole di montagna.
La legge stabilisce che un successivo decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, adottato di concerto con il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, definirà il punteggio spettante.
Potranno beneficiarne il personale scolastico che presta servizio nelle scuole di montagna:
docenti a tempo determinato;
docenti di ruolo;
personale ATA.
Requisiti
Per ottenere il punteggio sarà necessario aver prestato servizio:
per almeno 180 giorni nell’anno scolastico;
di cui almeno 120 giorni di attività didattica.
Punteggio aggiuntivo per le pluriclassi
La legge riconosce inoltre un ulteriore beneficio a favore dei docenti che insegnano nelle pluriclassi delle scuole primarie situate nei Comuni montani.
È previsto anche un ulteriore riconoscimento collegato agli anni di servizio prestati nelle scuole di montagna.
Novità anche per la mobilità
Il legislatore prevede inoltre che, nell’ambito della contrattazione collettiva nazionale, venga definito un punteggio aggiuntivo anche per le procedure di mobilità del personale scolastico.
Al momento, però, occorrerà attendere i successivi accordi contrattuali.
Incentivi per docenti, personale sanitario, giovani e famiglie
La pubblicazione del decreto rappresenta il primo passo nell’attuazione delle misure previste dalla Legge n. 131/2025. L’individuazione dei 3.715 Comuni montani costituisce infatti il presupposto necessario per accedere a una serie di agevolazioni fiscali e incentivi destinati a sostenere il rilancio delle aree interne e contrastarne lo spopolamento.
Tra le principali misure previste figurano:
Agevolazioni per docenti e personale sanitario (artt. 6 e 7): sono previsti crediti d’imposta per favorire le soluzioni abitative di insegnanti, medici e infermieri che prestano servizio nei Comuni montani individuati dal decreto. L’obiettivo è rendere più attrattivi questi territori e garantire la presenza stabile dei servizi essenziali.
Sostegno ai giovani imprenditori (art. 25): vengono introdotti incentivi per la nascita di piccole e microimprese promosse da giovani con meno di 35 anni, così da favorire lo sviluppo economico locale e limitare l’emigrazione delle nuove generazioni.
Incentivi per la prima casa (art. 27): sono previste agevolazioni per l’acquisto e la ristrutturazione dell’abitazione principale nei Comuni montani, con l’obiettivo di incentivare il ripopolamento e valorizzare il patrimonio edilizio esistente.
Attenzione: non tutte le misure sono già operative
Essere inseriti nell’elenco dei 3.715 Comuni montani non significa ottenere automaticamente tutte le agevolazioni previste dalla Legge n. 131/2025.
Il D.P.C.M. n. 121/2026 ha infatti il solo compito di individuare i Comuni che possiedono i requisiti geografici e altimetrici per essere classificati come montani.
Per l’effettiva assegnazione degli incentivi sarà necessario un successivo decreto attuativo, che individuerà, tra i Comuni inseriti nell’elenco, quelli che potranno beneficiare delle diverse misure di sostegno. La selezione terrà conto non solo delle caratteristiche del territorio, ma anche di specifici indicatori socioeconomici, tra cui il reddito medio, la densità della popolazione e il livello di spopolamento.
Elenco aggiornato ogni anno
La classificazione dei Comuni montani non sarà definitiva. Il decreto prevede infatti un aggiornamento annuale, da adottare entro il 30 settembre di ogni anno sulla base dei dati forniti dall’ISTAT. Le eventuali modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio dell’anno successivo, consentendo di adeguare l’elenco all’evoluzione del territorio e della popolazione.
Come vengono gestite fusioni e scissioni dei Comuni
Il provvedimento disciplina anche le modifiche amministrative degli enti locali.
In caso di fusione tra un Comune montano e uno non montano, il nuovo Comune non acquisirà automaticamente la qualifica di Comune montano: sarà necessario verificare nuovamente il possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
Lo stesso principio vale per le scissioni. Se un Comune montano viene suddiviso in più enti, ciascun nuovo Comune potrà mantenere la classificazione soltanto se rispetterà autonomamente i parametri stabiliti dal decreto.




Commenti