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Organi collegiali online: nuove regole per collegi docenti, consigli e scrutini

  • Confronto Scuola
  • 15 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min
Docenti collegati in videoconferenza durante un collegio docenti online con valore deliberativo secondo le nuove regole previste per le scuole.

Organi collegiali online: nuove regole per collegi docenti, consigli di classe e scrutini

Dal prossimo anno scolastico le scuole potranno svolgere online anche le riunioni collegiali con valore deliberativo, come collegi docenti, consigli di classe e scrutini. Non basterà però una semplice videochiamata: serviranno un regolamento d’istituto aggiornato e piattaforme digitali in grado di garantire identità dei partecipanti, sicurezza, voto corretto e tutela dei dati personali.

La novità arriva dopo il confronto tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e organizzazioni sindacali, concluso il 24 giugno 2026, in attuazione dell’articolo 44 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019/2021. L’obiettivo è dare una cornice chiara a una pratica che negli ultimi anni molte scuole hanno utilizzato, ma spesso con dubbi sulla piena validità delle delibere assunte a distanza. (FLC CGIL⁠)


Cosa cambia per le scuole

La novità principale è che le attività collegiali potranno svolgersi a distanza anche quando devono concludersi con una votazione.

Questo riguarda, ad esempio, collegi docenti, consigli di classe, interclasse e intersezione, gruppi di lavoro per l’inclusione e altre riunioni collegiali previste dall’organizzazione scolastica. La modalità online, però, non diventa automatica per tutte le scuole.

Ogni istituto dovrà prima disciplinare questa possibilità nel proprio regolamento interno, indicando quando si può ricorrere alla modalità a distanza e quali garanzie devono essere rispettate.


Il primo passaggio: aggiornare il regolamento d’istituto

Il punto centrale è il regolamento d’istituto. Se il regolamento non prevede espressamente lo svolgimento a distanza delle attività collegiali deliberative, la scuola non può semplicemente decidere di fare tutto online.

L’aggiornamento del regolamento dovrà essere deliberato dagli organi competenti dell’istituzione scolastica. In concreto, il Consiglio d’Istituto dovrà intervenire sulla disciplina interna, con il coinvolgimento del Collegio dei docenti per gli aspetti di sua competenza.

Nel regolamento dovranno essere indicati almeno alcuni elementi essenziali: quali sedute possono svolgersi a distanza, con quali modalità si accerta la presenza dei partecipanti, come si svolge il voto, come viene redatto il verbale e come vengono conservati gli atti.


Non basta una semplice videochiamata

Uno degli errori da evitare è pensare che basti aprire una stanza su Meet, Zoom o Teams per rendere automaticamente valida una seduta deliberativa.

La videochiamata consente ai partecipanti di vedersi e parlarsi, ma una delibera richiede garanzie ulteriori. La piattaforma utilizzata deve permettere l’identificazione univoca dei partecipanti, la gestione ordinata delle presenze, la corretta espressione del voto, la verbalizzazione e la conservazione della documentazione.

In altre parole, la videoconferenza può essere una parte del sistema, ma non può sostituire da sola tutti gli strumenti necessari per una riunione deliberativa valida.


Il nodo del voto online

Il passaggio più delicato riguarda il voto.

Per le deliberazioni a distanza, il sistema deve garantire che votino solo gli aventi diritto, che ogni partecipante possa esprimere una sola preferenza e che il risultato sia verificabile. Nei casi in cui è previsto il voto segreto, la questione diventa ancora più complessa: bisogna assicurare contemporaneamente riservatezza, sicurezza e tracciabilità della procedura.

Per questo motivo non è prudente utilizzare soluzioni improvvisate, come sondaggi anonimi o moduli generici non conformi ai requisiti richiesti. Una procedura poco chiara potrebbe esporre la delibera al rischio di contestazioni.


Privacy e conservazione degli atti

Le piattaforme dovranno essere conformi anche alla normativa sulla protezione dei dati personali.

La scuola dovrà quindi valutare non solo la funzionalità dello strumento, ma anche la documentazione fornita dal gestore della piattaforma: trattamento dei dati, sicurezza, conservazione dei verbali, accessi, autenticazione e gestione dei ruoli.

Questo aspetto non è secondario. Una seduta collegiale può trattare dati sensibili o informazioni riservate, soprattutto in caso di scrutini, consigli di classe o riunioni su alunni con bisogni educativi speciali.


La posizione dei sindacati e il nodo dei costi

Non tutti i sindacati hanno valutato allo stesso modo il nuovo impianto. La FLC CGIL, ad esempio, ha evidenziato criticità legate ai costi e alle responsabilità che potrebbero ricadere sulle singole scuole, chiedendo una piattaforma pubblica e gratuita messa a disposizione dal Ministero.

Il tema economico resta quindi aperto. Senza una soluzione nazionale uniforme, ogni scuola potrebbe trovarsi a dover scegliere e finanziare autonomamente la piattaforma più adatta, con possibili differenze tra istituti.


Cosa devono fare adesso le scuole

Le scuole che intendono utilizzare stabilmente le riunioni collegiali online dovranno muoversi con attenzione.

Il primo passaggio è verificare se il regolamento d’istituto prevede già questa possibilità. Se non la prevede, sarà necessario aggiornarlo.

Il secondo passaggio è valutare la piattaforma utilizzata, verificando che sia adeguata non solo per la videoconferenza, ma anche per identificazione, votazione, verbalizzazione, conservazione degli atti e privacy.

Il terzo passaggio è formare il personale, perché una procedura digitale funziona solo se tutti sanno come accedere, partecipare, votare e controllare gli atti.


Perché conviene evitare il “fai da te”

La possibilità di svolgere organi collegiali online può semplificare molto la vita delle scuole, ridurre spostamenti e rendere più flessibile l’organizzazione del lavoro.

Ma proprio perché si tratta di sedute con valore deliberativo, serve prudenza. Una delibera assunta con modalità non conformi potrebbe essere contestata, soprattutto se mancano identificazione certa, regole sul voto, verbale corretto o garanzie sulla privacy.

La novità, quindi, non va letta come un via libera generico alle riunioni online, ma come una possibilità concreta da utilizzare solo dentro una cornice regolamentare chiara.


📢 Dal 16 luglio alle ore 14:00 al 29 luglio alle ore 14:00 sarà possibile presentare l’istanza telematica per le 150 preferenze relative all’anno scolastico 2026/27.





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