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Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo: avvio dal 2026/27 e attuazione graduale fino al 2030/31

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 9 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min
Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo

Le nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo entreranno nelle aule a partire dall’anno scolastico 2026/2027. L’applicazione non sarà però immediata per tutte le classi: il passaggio dal precedente ordinamento avverrà progressivamente, accompagnando gli alunni fino al completamento dei rispettivi percorsi.


Il nuovo quadro di riferimento è stato adottato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025 e sostituirà gradualmente le Indicazioni Nazionali del 2012.



Si comincia dalle classi prime nel 2026/27

Il primo anno interessato dalla riforma sarà il 2026/2027. Le nuove Indicazioni troveranno applicazione nelle classi prime della scuola primaria e nelle classi prime della scuola secondaria di primo grado.

Per la scuola dell’infanzia, invece, il passaggio sarà immediato: dall’anno scolastico 2026/27 le precedenti Indicazioni del 2012 cesseranno di avere efficacia.

Le classi già avviate proseguiranno secondo il precedente quadro, così da garantire continuità al percorso didattico. Il sistema entrerà quindi a regime in tempi differenti a seconda del grado di scuola.

Una particolarità riguarda storia nella primaria. Nell’anno scolastico 2027/2028 le nuove Indicazioni interesseranno anche le classi terze per questa specifica disciplina, con un conseguente adeguamento dei libri di testo.

Il calendario della transizione

La secondaria di primo grado completerà il passaggio più rapidamente. Dopo l’ingresso delle classi prime nel 2026/27, il nuovo impianto accompagnerà progressivamente seconde e terze, fino all’anno scolastico 2028/2029, quando le Indicazioni del 2012 non avranno più efficacia per questo grado scolastico.

Più lunga sarà invece la transizione nella primaria, dove il completamento è previsto per il 2030/2031.

In sintesi, il percorso sarà così articolato: nel 2026/27 partono le nuove Indicazioni nella scuola dell’infanzia e nelle classi prime di primaria e secondaria di primo grado; nel 2027/28 il nuovo quadro raggiunge le classi seconde e, per storia, anche le terze della primaria; nel 2028/29 viene completato il passaggio nella secondaria di primo grado; negli anni successivi la transizione prosegue nella primaria fino al 2030/31.



Conoscenze essenziali e maggiore approfondimento

Alla base del nuovo impianto c’è l’idea sintetizzata nell’espressione latina "non multa, sed multum": non accumulare una quantità eccessiva di contenuti, ma concentrare l’attività didattica su conoscenze considerate fondamentali, affrontandole con maggiore profondità.

Restano centrali le discipline tradizionali del primo ciclo, dall’italiano alla matematica, dalle scienze alla storia e alla geografia, fino alle lingue straniere, alla tecnologia, alla musica, all’arte e alle attività motorie.

Tra gli elementi di maggiore novità trova spazio l’informatica fin dalla scuola primaria. L’obiettivo non è limitarsi all’utilizzo degli strumenti digitali, ma avvicinare progressivamente gli alunni ai principi che ne regolano il funzionamento.

Si parte nella primaria attraverso attività adatte all’età e alla capacità di esplorazione dei bambini, per arrivare nella secondaria di primo grado a una maggiore comprensione di dati, algoritmi e linguaggi utilizzati per la programmazione. In questo percorso viene valorizzata anche la collaborazione tra gli insegnamenti di matematica e tecnologia.



Latino alle medie

Un’altra novità riguarda il latino per l’educazione linguistica. In fase di prima applicazione potrà essere proposto nelle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado già funzionanti nel 2026/27, facendo ricorso agli spazi di autonomia e flessibilità delle istituzioni scolastiche.

La finalità è soprattutto linguistica e culturale: favorire una migliore conoscenza delle radici della lingua e mettere gli studenti in contatto con un patrimonio che continua ad avere un peso significativo nella cultura europea.

Resta inoltre confermato l’insegnamento trasversale dell’educazione civica secondo quanto previsto dalla normativa vigente.



Scrittura a mano, lettura e memoria tornano al centro

Le nuove Indicazioni dedicano particolare attenzione alle competenze linguistiche di base e rivalutano pratiche che negli ultimi anni hanno convissuto con una presenza sempre maggiore degli strumenti digitali.

La scrittura a mano, e in particolare il corsivo, viene considerata importante non soltanto per l’acquisizione della capacità grafica, ma anche per lo sviluppo dell’attenzione e per l’organizzazione del pensiero.

Accanto alla scrittura trovano spazio la lettura ad alta voce, le biblioteche di classe, il riassunto e la memorizzazione delle poesie. L’obiettivo è costruire competenze linguistiche solide senza contrapporre in maniera assoluta strumenti tradizionali e tecnologie digitali.



Valutazione: non solo il risultato finale

Anche la valutazione viene inserita in una prospettiva più ampia. Quella formativa assume una funzione di accompagnamento durante il percorso di apprendimento, consentendo agli insegnanti di individuare difficoltà, progressi e necessità degli studenti.

La valutazione sommativa mantiene invece la funzione di restituzione complessiva dei risultati raggiunti al termine di una determinata fase.

Particolare importanza viene attribuita alla condivisione dei criteri all’interno del collegio dei docenti e all’utilizzo di strumenti di osservazione e documentazione che possano rendere il processo valutativo coerente ed equo.

La certificazione delle competenze al termine della primaria e della secondaria di primo grado continuerà a rappresentare un passaggio fondamentale per descrivere il livello raggiunto dallo studente.



Il docente torna ad essere “Magister”

Nel documento viene rafforzata anche la funzione educativa dell’insegnante. Il richiamo alla figura del Magister vuole sottolineare il ruolo del docente come riferimento autorevole capace non soltanto di trasmettere conoscenze, ma di alimentare negli studenti curiosità e desiderio di apprendere.

A questa impostazione si collega la necessità di consolidare il rapporto tra scuola e famiglia attraverso una corresponsabilità educativa più forte.

Ampio spazio viene inoltre riservato all’educazione alle relazioni, all’empatia e al rispetto della persona, con l’obiettivo di contrastare stereotipi, discriminazioni e comportamenti violenti, compresa la violenza di genere.



Cosa cambia nella scuola dell’infanzia

Per l’infanzia vengono confermati i cinque campi di esperienza:

  • Il sé e l’altro;

  • Il corpo e il movimento;

  • Immagini, suoni, colori;

  • I discorsi e le parole;

  • La conoscenza del mondo.


L’attenzione è rivolta allo sviluppo complessivo del bambino: autonomia, identità, capacità comunicative, benessere, socializzazione, curiosità e prime forme di pensiero riflessivo.


Un ruolo centrale viene riconosciuto al gioco come esperienza attraverso la quale il bambino conosce sé stesso, gli altri e la realtà circostante. Anche il digitale può trovare spazio, ma all’interno di attività guidate e con la mediazione educativa dell’insegnante.

Alla conclusione del percorso dell’infanzia, il bambino dovrebbe aver maturato progressivamente capacità che riguardano, tra l’altro, il riconoscimento delle emozioni, l’autonomia, il rispetto degli altri e dell’ambiente, l’orientamento nello spazio e nel tempo, l’espressione attraverso il linguaggio e la creatività e le prime operazioni logiche di confronto, raggruppamento e misurazione.



Anche i libri di testo dovranno cambiare

La progressività della riforma avrà conseguenze dirette anche sull’editoria scolastica. Dal 2026/27 i libri destinati alle classi prime della primaria e della secondaria di primo grado dovranno essere coerenti con le nuove Indicazioni.

Per storia nella scuola primaria è prevista una scansione particolare: l’adeguamento interesserà la classe terza a partire dall’anno scolastico 2027/28.

Anche le scuole saranno chiamate a intervenire sui propri curricoli. I collegi dei docenti dovranno infatti rivedere e, dove necessario, rimodulare la progettazione didattica per armonizzarla con la nuova organizzazione dei contenuti.



Una riforma che entrerà a regime nell’arco di cinque anni

Il 2026/27 rappresenterà dunque il vero punto di partenza del nuovo sistema, ma la sostituzione delle Indicazioni del 2012 seguirà tempi differenti.

Per l’infanzia il cambiamento sarà operativo già dal primo anno. La secondaria di primo grado completerà la transizione nel 2028/29, mentre per la primaria bisognerà attendere il 2030/31.

Per dirigenti scolastici e docenti si apre quindi una fase che non riguarderà soltanto l’aggiornamento dei contenuti disciplinari. Curricoli d’istituto, progettazione, metodologie, valutazione e scelte dei libri di testo dovranno essere progressivamente riallineati al nuovo quadro nazionale, accompagnando una transizione destinata a svilupparsi nell’arco di cinque anni.



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