Maturità e sostegno, studente scrive a Mattarella e Valditara: la sua docente resterà con lui grazie all’accomodamento ragionevole
- Debora De Patto
- 1 giorno fa
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Un percorso educativo costruito in due anni rischiava di interrompersi proprio nel momento più delicato: l’ultimo anno delle superiori e l’avvicinamento all’esame di Maturità.
A cambiare il corso degli eventi è stato lo stesso studente, un ragazzo di 17 anni con disabilità che frequenta una scuola di Bari e che ha deciso di rivolgersi direttamente alle più alte istituzioni dello Stato.
La sua richiesta era precisa: poter continuare a essere seguito dalla stessa insegnante di sostegno, con la quale negli ultimi due anni aveva costruito un rapporto educativo basato sulla conoscenza reciproca, sulla fiducia e sulla continuità.
Una possibilità che sembrava destinata a sfumare a causa della nuova situazione professionale della docente.
La docente vince il concorso, ma la continuità rischia di interrompersi
L’insegnante di sostegno ha infatti superato un concorso ottenendo l’immissione in ruolo in un’altra provincia.
Una svolta importante nella sua carriera professionale che, tuttavia, avrebbe potuto comportare l’interruzione del percorso seguito fino a quel momento con il diciassettenne.
Per lo studente non si sarebbe trattato semplicemente di cambiare insegnante. Dopo due anni trascorsi insieme, la docente era diventata un riferimento all’interno della sua esperienza scolastica e proprio il quinto anno rappresenta una fase particolarmente importante del suo percorso.
Di fronte alla prospettiva di perdere quella continuità, il ragazzo ha deciso di non rimanere in silenzio.
La lettera a Mattarella e Valditara
Lo studente si è rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, chiedendo che venisse tutelato un percorso educativo che, fino a quel momento, aveva prodotto risultati positivi.
Nella sua lettera ha voluto chiarire soprattutto un punto:
“Non chiedo un favore. Chiedo di tutelare un percorso educativo che sta funzionando e che rischia di essere interrotto proprio alla fine”.
La richiesta è arrivata al Ministero dell’Istruzione e del Merito, che, secondo quanto riportato dall’ANSA, si è attivato per verificare la possibilità di individuare una soluzione compatibile con le norme e con le esigenze dello studente.
La soluzione attraverso l’accomodamento ragionevole
A consentire di superare l’ostacolo è stato il ricorso al principio dell’accomodamento ragionevole, previsto nell’ambito della tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Il principio permette di individuare, nelle situazioni concrete, modifiche e adattamenti appropriati che non comportino un onere sproporzionato e che siano necessari per garantire alle persone con disabilità l’effettivo esercizio dei propri diritti su una base di uguaglianza con gli altri.
Nel caso dello studente barese, grazie anche alla disponibilità dell’insegnante, sarebbe stata trovata una soluzione amministrativa che consentirà alla docente di continuare a seguirlo durante il prossimo anno scolastico, nonostante la nuova posizione acquisita in seguito al concorso.
Il ragazzo potrà quindi affrontare il quinto anno e il percorso verso la Maturità mantenendo accanto la docente che lo accompagna già da due anni.
Continuità didattica e inclusione: quando conta anche la relazione
La vicenda riporta al centro una questione particolarmente delicata nel sostegno scolastico: quella della continuità educativa e didattica degli studenti con disabilità.
Il docente di sostegno non rappresenta infatti soltanto una risorsa aggiuntiva assegnata alla classe. In determinati percorsi, la conoscenza maturata nel tempo delle modalità comunicative, delle autonomie, dei punti di forza e delle difficoltà dello studente può assumere un valore determinante.
Cambiare insegnante significa dover ricostruire relazioni, strategie e nuovi equilibri. Un passaggio che può risultare ancora più delicato quando coincide con un anno decisivo come quello che conduce all’esame di maturità.
In questo caso è stato lo stesso studente a chiedere che quanto costruito non andasse perduto. E la soluzione individuata mostra come, quando le esigenze della persona vengono valutate concretamente e gli strumenti normativi disponibili vengono utilizzati in modo appropriato, la burocrazia possa trovare un punto di incontro con il diritto all’inclusione e alla continuità del percorso scolastico.




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