L’Alto Adige propone di vietare i social agli under 15: “serve proteggere la salute mentale dei ragazzi”
- Debora De Patto
- 4 ago
- Tempo di lettura: 2 min

L’Alto Adige valuta di introdurre un divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni. La proposta, avanzata dall’assessore provinciale alla Scuola Philipp Achammer, punta a rafforzare la tutela dei più giovani dai rischi connessi all’uso delle piattaforme digitali e si ispira alle iniziative già avviate in altri Paesi europei.
L’obiettivo dichiarato non è quello di punire i ragazzi, ma di garantire loro un ambiente digitale più sicuro, in una fase della crescita particolarmente delicata.
Una proposta per tutelare la salute mentale
Secondo Achammer, la priorità è proteggere il benessere psicologico e lo sviluppo dei minori.
“I bambini e gli adolescenti hanno bisogno di spazi sicuri, sia online che offline. È nostro compito sociale proteggerli da contenuti pericolosi e sensibilizzare bambini e adolescenti su ciò che è giusto e, soprattutto, su ciò che non lo è, in particolare su internet”, ha dichiarato l’assessore.
L’idea nasce dalla convinzione che un’esposizione precoce ai social network possa incidere negativamente sulla salute mentale, sull’equilibrio emotivo e sulla qualità delle relazioni sociali.
Il riferimento a Francia e Austria
L’iniziativa dell’Alto Adige guarda alle esperienze già avviate in Europa.
Da un lato c’è la Francia, che ha introdotto misure per limitare l’accesso dei più giovani ai social media; dall’altro l’Austria, dove il Governo sta discutendo un divieto per gli under 14 sulle piattaforme progettate per favorire un utilizzo prolungato e altamente coinvolgente.
L’obiettivo comune è quello di rendere internet un ambiente più sicuro per bambini e adolescenti.
Come funzionerebbe il controllo dell’età
Uno degli aspetti più innovativi della proposta riguarda la verifica dell’età degli utenti.
Il controllo non sarebbe più affidato esclusivamente alle piattaforme, che oggi si basano in gran parte sull’autodichiarazione dell’età al momento della registrazione.
Il modello preso in considerazione prevede invece l’intervento di soggetti terzi incaricati di verificare l’identità degli utenti in modo sicuro e affidabile, riducendo così il rischio che i limiti di età vengano facilmente aggirati.
Una misura ancora allo studio
Al momento non è stata ancora adottata alcuna decisione definitiva.
La proposta dovrà essere approfondita sotto il profilo tecnico e normativo, ma il dibattito riporta al centro una questione sempre più attuale: quale equilibrio trovare tra libertà di accesso alle tecnologie digitali e tutela dei minori, in un contesto in cui l’uso dei social media inizia sempre più precocemente.




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