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Intelligenza artificiale nel contratto scuola 2025-2027: tre articoli fissano regole e tutele

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 9 ore fa

Intelligenza artificiale nel contratto scuola 2025-2027

L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nel nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. Nella bozza discussa oggi all’ARAN compaiono, per la prima volta, tre articoli interamente dedicati all’utilizzo dei sistemi di IA nelle scuole e negli enti di ricerca.

L’obiettivo è disciplinare l’impiego delle nuove tecnologie senza compromettere i diritti dei lavoratori, la libertà di insegnamento e il ruolo centrale delle decisioni umane.


Informazione preventiva e trasparenza

L’articolo 17 stabilisce che i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati negli ambienti di lavoro dovranno essere sicuri, affidabili, trasparenti e rispettosi della dignità della persona.

Qualora un’amministrazione decida di introdurre strumenti basati sull’IA, dovrà informare preventivamente le organizzazioni sindacali, illustrando le finalità del sistema, gli ambiti di utilizzo, i dati trattati e le possibili conseguenze sull’organizzazione del lavoro, sui carichi lavorativi e sulla valutazione delle prestazioni.

La bozza prevede inoltre che gli effetti dell’intelligenza artificiale sulla qualità del lavoro, sulla professionalità e sulla libertà di insegnamento e di ricerca possano essere oggetto della contrattazione integrativa.


Nessuna decisione affidata esclusivamente agli algoritmi

Il principio più rilevante è contenuto nell’articolo 18, dedicato alle garanzie per il personale.

Il testo esclude espressamente la possibilità che un sistema di intelligenza artificiale assuma decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro.

Ciò significa che eventuali decisioni riguardanti il personale, come valutazioni, progressioni di carriera o altri provvedimenti, non potranno essere affidate unicamente a un algoritmo, ma richiederanno sempre un intervento umano adeguato.

La bozza riconosce inoltre ai lavoratori il diritto di conoscere, con modalità comprensibili, i criteri generali utilizzati dai sistemi di IA per elaborare le proprie valutazioni. Resta infine confermata la piena responsabilità dei dirigenti, che non potrà essere delegata agli strumenti tecnologici.


Formazione obbligatoria e monitoraggio

L’articolo 19 completa il quadro introducendo il diritto del personale a una formazione specifica per un utilizzo consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale.

La finalità è prevenire effetti discriminatori o penalizzanti derivanti dall’impiego degli algoritmi, nel rispetto dei principi di non discriminazione e proporzionalità.

La bozza prevede infine un monitoraggio costante dell’impatto dell’IA sull’organizzazione del lavoro e sulle professionalità attraverso l’Organismo paritetico per l’innovazione, chiamato a seguire l’evoluzione della transizione digitale nel comparto scuola.


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