FMOF 2025/26, via libera ai pagamenti per le attività aggiuntive: 847 milioni alle scuole. Firmato il CCNI definitivo
- Debora De Patto
- 11 ago
- Tempo di lettura: 4 min

Via libera alle risorse del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF) per l’anno scolastico 2025/2026. È stato sottoscritto al Ministero dell’Istruzione e del Merito il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo che stabilisce i criteri per la ripartizione dei fondi destinati alle istituzioni scolastiche.
L’accordo mette a disposizione complessivamente 847 milioni e 360 mila euro, risorse che serviranno a finanziare le attività aggiuntive del personale, il Fondo delle Istituzioni Scolastiche, le funzioni strumentali, gli incarichi specifici ATA, le ore eccedenti e le diverse misure di valorizzazione del personale.
A sottoscrivere definitivamente il CCNI sono state FLC CGIL, CISL Scuola, SNALS e ANIEF, mentre Gilda non ha firmato l’accordo.
FMOF, 847 milioni alle scuole: come saranno distribuiti
La parte più consistente delle risorse è destinata al FIS, il Fondo delle Istituzioni Scolastiche, che finanzia numerose attività connesse all’ampliamento dell’offerta formativa e alle prestazioni aggiuntive del personale.
Per questa voce sono previsti circa 559,5 milioni di euro.
Un’altra quota particolarmente rilevante, pari a 130,7 milioni di euro, riguarda la valorizzazione del personale scolastico, vale a dire le risorse riconducibili all’ex bonus per il merito.
La distribuzione avverrà per l’80% sulla base del numero dei posti in organico presenti in ciascuna istituzione scolastica. Il restante 20% sarà attribuito tenendo conto della complessità delle scuole, attraverso parametri quali la presenza di alunni con disabilità, il numero di studenti stranieri, il numero medio di alunni per classe e la collocazione degli istituti nelle aree montane o nelle piccole isole.
Funzioni strumentali, incarichi ATA e ore eccedenti: le cifre
Il CCNI individua diverse destinazioni specifiche delle risorse FMOF.
Per le funzioni strumentali al Piano dell’Offerta Formativa vengono stanziati circa 45,2 milioni di euro. Si tratta degli incarichi attribuiti ai docenti per il coordinamento di particolari aree strategiche dell’attività scolastica, dall’orientamento all’inclusione, fino ai rapporti con il territorio.
Per gli incarichi specifici del personale ATA sono invece disponibili circa 34,6 milioni di euro. Le somme serviranno a remunerare attività e responsabilità aggiuntive, comprese quelle legate all’assistenza agli alunni con disabilità e al primo soccorso.
Altri 30 milioni di euro vengono destinati alle ore eccedenti di insegnamento, utilizzate anche per la sostituzione dei docenti assenti.
Per le attività complementari di educazione fisica sono previsti circa 17,1 milioni di euro, destinati in particolare all’avviamento alla pratica sportiva nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Sarà inoltre possibile realizzare iniziative di alfabetizzazione motoria nella scuola primaria.
Valorizzazione dei docenti, Agenda Sud e continuità nelle zone disagiate
L’accordo riserva circa 29 milioni di euro alla valorizzazione della professionalità docente e alle misure finalizzate a incentivare la continuità didattica nei territori maggiormente disagiati.
All’interno di questa somma rientrano anche 6 milioni di euro per Agenda Sud e 3 milioni per la continuità didattica nelle piccole isole.
Per Agenda Sud, i 6 milioni saranno suddivisi in due quote: una destinata a valorizzare i docenti a tempo indeterminato che hanno garantito la permanenza nella medesima istituzione scolastica nell’ultimo triennio e l’altra destinata all’ampliamento dell’offerta formativa attraverso specifici progetti, anche di carattere extracurricolare.
Confermata inoltre l’indennità destinata ai docenti delle piccole isole, con uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro che sarà ripartito tenendo conto del numero degli studenti frequentanti i plessi interessati.
Altri 20 milioni per le scuole nei contesti più complessi
Particolare attenzione viene riservata alle istituzioni scolastiche che operano in territori caratterizzati da maggiori difficoltà socio-economiche.
Il contratto destina 20 milioni di euro alle scuole che presentano un indicatore di complessità socio-economica e culturale pari o superiore al 44%.
Per individuare gli istituti interessati vengono presi in considerazione diversi elementi, tra cui la situazione sociale ed economica delle famiglie, la dispersione scolastica, la presenza di alunni stranieri e il turn-over del personale.
L’obiettivo è destinare maggiori risorse alle realtà scolastiche nelle quali le condizioni territoriali e sociali rendono più complessa l’attività educativa e organizzativa.
Assistenti tecnici del primo ciclo: indennità fino a 800 euro
Tra le misure previste dal CCNI figura anche l’indennità di disagio per gli assistenti tecnici del primo ciclo utilizzati su più plessi.
L’importo potrà variare da 350 a 800 euro lordi dipendente, equivalenti a circa 464-1.061 euro lordo Stato, in relazione al numero di plessi sui quali il personale interessato sarà chiamato a prestare servizio.
Si tratta di una misura pensata per compensare le particolari condizioni organizzative degli assistenti tecnici che devono operare in più sedi scolastiche.
Aumenta l’indennità di direzione dei DSGA
Novità anche per i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA).
Il contratto prevede infatti un incremento della parte variabile dell’indennità di direzione, con parametri economici che, in base alla tipologia e alla complessità dell’istituzione scolastica, possono andare da 715 a 1.342 euro annui lordi.
L’accordo definitivo recepisce anche le modifiche richieste durante la verifica della Ragioneria Generale dello Stato, tra cui la rettifica dell’importo relativo all’incremento dell’indennità dei DSGA, quantificato in 6.726.215,99 euro.
Confermati i fondi per bilinguismo, convitti ed educandati
Nel CCNI trovano spazio anche alcune specifiche misure territoriali e organizzative.
Sono confermati 156.877 euro per il bilinguismo in Friuli-Venezia Giulia, mentre circa 1,98 milioni di euro sono destinati alla remunerazione dei turni notturni e festivi effettuati dal personale dei convitti e degli educandati.
L’accordo stabilisce inoltre che le eventuali risorse non utilizzate dalle singole istituzioni scolastiche potranno essere oggetto di una successiva contrattazione integrativa di istituto, con la possibilità di destinarle anche a finalità differenti rispetto a quelle originariamente previste.
Le parti hanno infine previsto l’attivazione di un tavolo tecnico per affrontare e risolvere eventuali criticità che dovessero emergere nell’applicazione dell’accordo.




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