Firma il contratto a tempo indeterminato e poche ore dopo va in pensione: la storia di un docente dopo 23 anni di precariato
- Debora De Patto
- 14 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Dopo oltre vent’anni di supplenze, arriva il ruolo. Ma il tempo di firmare il contratto a tempo indeterminato e, nello stesso giorno, scatta anche il pensionamento. È la singolare storia di Liborio Princiotta, docente di religione, che ha visto realizzarsi il sogno della stabilizzazione proprio al termine della sua carriera.
Il ruolo conquistato dopo 23 anni di attesa
Per 23 anni ha insegnato da precario, rinnovando di anno in anno il proprio incarico. Quando ormai sembrava destinato a concludere la carriera senza mai ottenere il ruolo, ha deciso di partecipare al concorso per docenti di religione.
La scelta si è rivelata vincente. Superate le prove, ha potuto finalmente firmare il contratto a tempo indeterminato. Una soddisfazione arrivata proprio nel giorno in cui ha dovuto lasciare la scuola per raggiunti limiti di età.
"Dopo 23 anni c'è la grande soddisfazione di non essermi mai rassegnato al precariato e, soprattutto, l'orgoglio di aver superato questo concorso".
Per celebrare il doppio traguardo non sono mancati i festeggiamenti, condivisi con colleghi, amici e familiari.
Il messaggio agli studenti: “Non mollate mai”
Prima di lasciare definitivamente la scuola, il docente ha voluto affidare ai suoi studenti un ultimo insegnamento, nato dalla propria esperienza personale.
“Non mollate mai. Anche dopo tanti anni possono arrivare risultati che sembravano ormai impossibili.”
Un messaggio che va oltre il percorso scolastico e invita a non arrendersi davanti alle difficoltà. La sua vicenda dimostra come la perseveranza possa portare a raggiungere un obiettivo anche quando sembra ormai troppo tardi e rappresenta un esempio di determinazione per chi, nel mondo della scuola e del lavoro, continua ad aspettare il proprio momento.
Una storia che fa riflettere sul precariato nella scuola
La vicenda non racconta soltanto la soddisfazione di un docente che, dopo 23 anni di attesa, è riuscito a ottenere il ruolo. Mette anche in luce una delle criticità più discusse del sistema scolastico italiano: il riconoscimento della stabilità lavorativa che, in alcuni casi, arriva quando la carriera è ormai giunta al termine.
Firmare un contratto a tempo indeterminato e andare in pensione nello stesso giorno rappresenta un paradosso che alimenta il dibattito sul reclutamento dei docenti. Decenni di servizio svolti da precario dimostrano come molti insegnanti garantiscano per anni il funzionamento della scuola senza poter contare sulle stesse tutele dei colleghi di ruolo.
La storia diventa così il simbolo di un sistema che continua a stabilizzare alcuni docenti troppo tardi, con conseguenze non solo per chi insegna, ma anche per gli studenti, che vedono spesso alternarsi insegnanti diversi nel corso degli anni. Una soddisfazione personale che arriva, ma che allo stesso tempo lascia aperta una domanda: è normale dover aspettare oltre vent’anni per ottenere un contratto a tempo indeterminato?




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