Doppio canale, torna il confronto sul reclutamento dei precari. Pittoni: “Senza intesa con Bruxelles si mette a rischio il sistema”
- Debora De Patto
- 12 ago
- Tempo di lettura: 2 min

Il futuro del reclutamento dei docenti precari torna al centro del dibattito. Uno dei nodi principali riguarda il cosiddetto doppio canale e la possibile evoluzione delle attuali GPS in GPSR, Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo.
L’obiettivo sarebbe quello di creare un percorso che permetta di utilizzare le graduatorie non soltanto per l’assegnazione delle supplenze, ma anche nell’ambito delle procedure finalizzate alle assunzioni a tempo indeterminato sui posti disponibili.
Da GPS a GPSR, il nodo del doppio canale
La trasformazione delle GPS in GPSR rappresenterebbe un cambiamento significativo nell’attuale sistema di reclutamento.
Il tema interessa direttamente migliaia di docenti precari che da anni lavorano attraverso incarichi a tempo determinato e che attendono un percorso più stabile per l’accesso al ruolo.
Nel confronto sul reclutamento rimangono inoltre aperte altre questioni, tra cui la posizione dei docenti rimasti fuori dalle Graduatorie ad esaurimento e quella degli idonei del concorso straordinario bis.
La discussione riguarda quindi non soltanto il futuro delle GPS, ma più in generale la possibilità di individuare strumenti capaci di ridurre il precariato e coprire i posti che continuano a rimanere vacanti.
Pittoni: confronto con Bruxelles ormai vicino
Sul tema è intervenuto Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato.
Attraverso un intervento pubblicato sulla propria pagina Facebook, Pittoni ha fatto il punto sul percorso che dovrebbe portare al cosiddetto terzo step, quello relativo alla trasformazione delle GPS in GPSR.
Secondo Pittoni, il confronto con la Commissione europea su questo passaggio sarebbe ormai vicino.
Proprio il rapporto con Bruxelles rappresenterebbe uno degli elementi decisivi per capire in quale forma potrà essere costruito il nuovo sistema.
“Un decreto subito potrebbe mettere a rischio l’intera operazione”
Pittoni invita soprattutto alla prudenza sui tempi dell’intervento.
Secondo l’esponente della Lega, procedere immediatamente attraverso un decreto senza avere prima completato il percorso previsto e, soprattutto, senza un’intesa preventiva con la Commissione europea potrebbe produrre l’effetto opposto rispetto a quello auspicato.
“Chiedere un ‘decreto subito’ – ha scritto – porterà l’applauso e qualche like. Mettendo però a rischio l’intera operazione”.
Il punto, dunque, non sarebbe necessariamente quello di mettere in discussione l’obiettivo finale, quanto piuttosto individuare il percorso normativo e politico che consenta di raggiungerlo senza compromettere il confronto europeo.
Il futuro del reclutamento passa anche dall’Europa
Le prossime interlocuzioni con Bruxelles saranno quindi determinanti per comprendere se e come il progetto potrà tradursi in una soluzione concreta per il reclutamento e per la stabilizzazione dei precari della scuola.




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