Dirigenti scolastici, firmato il CCNL 2022-2024: aumenti, arretrati, mobilità e ferie. Ecco il testo
- Debora De Patto
- 7 ago
- Tempo di lettura: 4 min

È arrivata la firma definitiva del CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, che interessa dirigenti e dirigenti scolastici. La sottoscrizione è avvenuta presso l’ARAN e rende operative le disposizioni economiche e normative contenute nell’accordo.
Il testo definitivo conferma quanto previsto dall’ipotesi contrattuale sottoscritta l’11 maggio. Con la conclusione dell’iter negoziale si apre inoltre la strada alla successiva tornata contrattuale relativa al triennio 2025-2027.
Tra gli aspetti di maggiore interesse ci sono gli incrementi retributivi, gli arretrati, l’aumento della parte fissa della retribuzione di posizione e le nuove risorse destinate al Fondo Unico Nazionale. Sul piano normativo, invece, intervengono modifiche che interessano, tra gli altri aspetti, mobilità interregionale, ferie e disciplina del rapporto di lavoro.
Stipendi dei dirigenti scolastici: aumento complessivo del 6%
Sul fronte economico, il rinnovo riconosce un incremento complessivo pari al 6% del trattamento stipendiale nel triennio contrattuale di riferimento.
L’aumento mensile a regime indicato è pari a 320 euro lordi. Nel calcolo devono essere considerate anche le somme già riconosciute a titolo di indennità di vacanza contrattuale e di anticipazione del rinnovo contrattuale.
Per i dirigenti in servizio spettano inoltre gli arretrati maturati nel periodo interessato dal rinnovo.
Per chi è entrato in servizio entro il 31 dicembre 2023, l’importo indicato raggiunge 6.337,82 euro lordi, considerando come riferimento per il calcolo degli arretrati il 31 agosto 2026.
L’ammontare effettivamente spettante al singolo dirigente può comunque cambiare in relazione alla propria posizione individuale e, in particolare, alla data di immissione nel ruolo dirigenziale o all’eventuale collocamento a riposo.
Retribuzione di posizione: aumenta la parte fissa
Il contratto interviene anche sulla retribuzione di posizione – parte fissa.
A decorrere dal 1° gennaio 2024, l’importo annuo lordo viene incrementato di 1.170 euro.
La retribuzione passa quindi da 13.345,11 euro a 14.515,11 euro annui lordi.
Tradotto su base mensile, l’incremento è pari a 90 euro lordi.
Si tratta di una delle componenti dell’adeguamento economico previsto dal nuovo contratto per la dirigenza scolastica.
Fondo Unico Nazionale: arrivano nuove risorse
Ulteriori novità riguardano il Fondo Unico Nazionale (FUN).
Dal 1° gennaio 2024 viene previsto un incremento strutturale pari a 11 milioni di euro lordo dipendente.
Le nuove risorse vengono ripartite tra due differenti finalità. Una quota pari a 8.827.650 euro è destinata a sostenere l’incremento della parte fissa della retribuzione di posizione, mentre 2.172.350 euro incrementano le disponibilità complessive del Fondo.
Rimane confermata l’attuale distribuzione delle risorse del FUN: l’85% è destinato alla retribuzione di posizione e il 15% alla retribuzione di risultato.
A queste somme si aggiunge un ulteriore intervento a decorrere dal 1° gennaio 2025.
Da tale data il Fondo viene incrementato di altri 1.280.000 euro lordi all’anno, cifra corrispondente allo 0,22% del monte salari relativo al 2021.
Mobilità interregionale: sale all’80% la quota dei posti disponibili
Le novità non riguardano soltanto gli stipendi.
Uno degli interventi più rilevanti sul piano normativo interessa infatti la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici.
Il nuovo CCNL amplia la percentuale dei posti che possono essere destinati ai trasferimenti da una regione all’altra. Il limite viene portato dal 60% all’80% dei posti disponibili.
Si amplia quindi la quota utilizzabile per la mobilità interregionale, con maggiori possibilità per i dirigenti scolastici interessati a ottenere una sede in una regione diversa da quella di attuale servizio.
Si tratta di un cambiamento particolarmente significativo considerando che la mobilità interregionale rappresenta da tempo uno dei temi maggiormente sentiti dalla categoria, soprattutto per i dirigenti che prestano servizio lontano dalla propria regione di interesse.
Ferie: possibilità di fruirne entro l’anno successivo
Il nuovo contratto interviene anche sulla disciplina delle ferie, introducendo una tutela specifica quando non sia stato possibile usufruirne nei tempi ordinariamente previsti.
Qualora il dirigente non riesca a fruire delle ferie nell’anno di maturazione a causa di indifferibili esigenze di servizio oppure per comprovati motivi personali, il periodo residuo potrà essere utilizzato entro la conclusione dell’anno successivo.
La disposizione consente quindi di salvaguardare il diritto alle ferie quando la mancata fruizione nei tempi ordinari dipenda da circostanze che ne abbiano concretamente impedito l’utilizzo.
Novità anche sul versante disciplinare
Il CCNL introduce modifiche anche alla disciplina relativa alle condotte reiterate.
In particolare, viene modificato il riferimento temporale utilizzato ai fini della valutazione della recidiva, con il passaggio da 20 a 30 giorni.
La nuova previsione amplia quindi l’arco temporale preso in considerazione per valutare la reiterazione di determinati comportamenti ai fini disciplinari.
CCNL dirigenti scolastici: cosa cambia con la firma definitiva
Con la sottoscrizione definitiva si conclude dunque il percorso del CCNL Area Istruzione e Ricerca 2022-2024 e le disposizioni contenute nell’accordo acquistano piena efficacia secondo le decorrenze stabilite.
Per i dirigenti scolastici il rinnovo porta sia effetti immediatamente percepibili sul piano economico, attraverso aumenti e arretrati, sia modifiche destinate a incidere sull’organizzazione del rapporto di lavoro.
Particolarmente rilevante appare l’innalzamento all’80% della quota utilizzabile per la mobilità interregionale, insieme alla nuova disciplina delle ferie e al rafforzamento delle risorse del Fondo Unico Nazionale.
Chiusa la trattativa relativa al triennio 2022-2024, l’attenzione potrà ora concentrarsi sul rinnovo contrattuale 2025-2027, che rappresenta il passaggio successivo per il recupero salariale e l’aggiornamento della disciplina della dirigenza scolastica.




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