Carta del Docente per treni e aerei, il CNDDU chiede chiarezza prima dell’avvio dell’anno scolastico 2026/27
- Debora De Patto
- 4 giorni fa
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Con l’avvicinarsi dell’anno scolastico 2026/2027 torna al centro dell’attenzione il tema dell’utilizzo della Carta del Docente per le spese di trasporto. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) chiede che vengano definite in tempi rapidi le condizioni operative per consentire agli insegnanti di acquistare biglietti ferroviari e, più in generale, di conoscere con certezza le possibilità previste anche per gli spostamenti in aereo.
La questione interessa in particolare le migliaia di docenti che lavorano lontano dalla propria residenza e che, durante l’anno, devono affrontare costi rilevanti per raggiungere la sede di servizio o rientrare periodicamente nel proprio territorio di origine.
Docenti fuori sede, il peso dei costi di viaggio
Il problema non riguarda esclusivamente i precari. Sono numerosi anche gli insegnanti di ruolo che prestano servizio da anni in una regione diversa da quella di provenienza.
Per questi lavoratori gli spostamenti non rappresentano un evento sporadico, ma una necessità legata alla propria condizione professionale. Ai costi di treni e voli si aggiungono spesso quelli per un secondo alloggio e, più in generale, le spese necessarie per vivere lontano dalla propria residenza e dalla famiglia.
Il peso economico diventa ancora più evidente nei periodi in cui si concentra la mobilità del personale scolastico: l’inizio delle lezioni a settembre, le festività natalizie e pasquali e gli altri momenti di sospensione delle attività didattiche.
Si tratta di date nelle quali, per esigenze legate al calendario scolastico, gli insegnanti hanno margini limitati nella scelta dei giorni in cui viaggiare. Proprio in questi periodi il costo dei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza e dei voli può diventare particolarmente elevato.
Carta del Docente e trasporti: cosa è cambiato
La legge 30 ottobre 2025, n. 164, di conversione del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, ha ampliato le possibilità di utilizzo della Carta del Docente includendo anche i servizi di trasporto di persone. Tuttavia, alla previsione normativa deve seguire una concreta possibilità di utilizzare il beneficio.
Il nodo, quindi, non riguarda soltanto ciò che è previsto dalla legge, ma soprattutto le modalità attraverso le quali i docenti potranno effettivamente spendere le somme disponibili sulla Carta per acquistare i titoli di viaggio.
Trenitalia e Italo, chiesto un quadro chiaro sugli operatori
Particolare attenzione viene rivolta ai collegamenti ferroviari, soprattutto quelli a media e lunga percorrenza e ad alta velocità.
Il CNDDU chiede che siano chiarite le condizioni necessarie per utilizzare la Carta del Docente presso i principali operatori ferroviari nazionali, a partire da Trenitalia e Italo.
Per gli insegnanti è infatti essenziale conoscere quali operatori siano effettivamente abilitati, quali procedure debbano essere seguite per effettuare gli acquisti e quali siano i tempi previsti per la piena operatività del nuovo sistema.
L’obiettivo è evitare che l’ampliamento previsto dalla normativa rimanga difficilmente utilizzabile proprio nel momento in cui, con la ripresa delle attività scolastiche, aumentano gli spostamenti verso le sedi di servizio.
Resta aperto il nodo dei biglietti aerei
Accanto al trasporto ferroviario, il CNDDU pone l’attenzione anche sulla possibilità di utilizzare la Carta del Docente per gli spostamenti in aereo.
Il tema assume particolare rilevanza per gli insegnanti originari della Sicilia e della Sardegna e, più in generale, per chi lavora a centinaia di chilometri dalla propria residenza.
In molte situazioni il collegamento aereo non rappresenta semplicemente un’alternativa al treno. Le distanze e i tempi necessari per attraversare il Paese possono infatti rendere il volo la soluzione concretamente più sostenibile per raggiungere la propria famiglia o la sede di lavoro.
Secondo il Coordinamento, è quindi necessario evitare che le differenti possibilità di collegamento tra i territori producano disparità tra docenti che si trovano nella stessa condizione di lontananza dalla propria residenza.
L’appello al ministro Valditara
In vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il CNDDU rivolge quindi un sollecito al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo una verifica dello stato di attuazione delle nuove disposizioni.
La richiesta è quella di accelerare le interlocuzioni con le amministrazioni coinvolte e con gli operatori del settore dei trasporti, in modo da fornire al personale scolastico indicazioni precise.
I docenti, secondo il Coordinamento, devono poter sapere quali tipologie di viaggio possono essere acquistate con la Carta, quali compagnie e operatori sono abilitati e quando il sistema sarà pienamente utilizzabile.
L’obiettivo: rendere il beneficio realmente utilizzabile
La questione assume particolare urgenza proprio nelle settimane che precedono settembre. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, infatti, migliaia di insegnanti dovranno nuovamente spostarsi verso sedi di servizio anche molto lontane dalla propria abitazione.
Dietro il fenomeno della mobilità del personale scolastico ci sono costi che si ripetono nel tempo: biglietti ferroviari, voli, affitti e spese legate alla permanenza fuori sede.
Per il CNDDU, l’anno scolastico 2026/2027 dovrebbe quindi rappresentare il momento in cui la possibilità prevista dalla normativa diventa concretamente fruibile, con regole chiare sia per il trasporto ferroviario sia per la questione dei collegamenti aerei.
La richiesta, in sostanza, è quella di arrivare all’inizio del nuovo anno scolastico con un quadro definito, evitando che incertezze procedurali o ritardi nell’accreditamento degli operatori limitino l’utilizzo di una misura pensata anche per alleggerire le spese sostenute dai docenti che lavorano lontano da casa.




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