Addio alla carta d’identità cartacea: quando si può usare ancora e come funziona il documento provvisorio
- Debora De Patto
- 10 ago
- Tempo di lettura: 4 min

Il passaggio dalla tradizionale carta d’identità cartacea alla CIE entra nella fase decisiva. Le novità riguardano soprattutto chi deve partire per l’estero e non ha ancora ottenuto il documento elettronico.
Dal 3 agosto 2026, infatti, la carta d’identità cartacea non può più essere utilizzata per l’espatrio. Questo non significa, però, che abbia perso immediatamente ogni efficacia: per alcune attività svolte in Italia è previsto un periodo transitorio.
Nel frattempo è diventato operativo anche un nuovo strumento destinato alle situazioni di particolare necessità. Si tratta del documento d’identità provvisorio, che può essere rilasciato dai Comuni in presenza dei requisiti previsti.
Documento provvisorio per chi deve partire con urgenza
La novità interessa soprattutto chi si trova a ridosso di una partenza senza una CIE o un altro documento utilizzabile per attraversare i confini.
Dal 5 agosto sono operative le disposizioni relative al nuovo documento provvisorio, dopo l’approvazione delle relative caratteristiche tecniche e grafiche da parte del Ministero dell’Interno.
La misura dà attuazione a quanto previsto dall’articolo 11 del Decreto-Legge n. 108/2026, successivamente convertito con modificazioni dalla Legge n. 142 del 4 agosto.
Il rilascio non rappresenta però un’alternativa ordinaria alla Carta d’Identità Elettronica. Il documento nasce per affrontare situazioni urgenti e ha carattere temporaneo.
Tra le circostanze che possono giustificarne il rilascio può rientrare anche una partenza imminente, quando la persona interessata non dispone di un altro titolo valido per l’espatrio.
Durata e caratteristiche
Il documento provvisorio viene realizzato in formato cartaceo, ma con sistemi di sicurezza pensati per limitarne la contraffazione.
Ha dimensioni pari a 150 x 110 millimetri e contiene, tra gli altri elementi, microscritture, stampa calcografica, fondini di sicurezza e inchiostri con caratteristiche otticamente variabili.
La durata è uno degli aspetti più importanti: il titolo può essere rilasciato per un periodo non superiore a sei mesi e, una volta arrivato a scadenza, non può essere rinnovato.
La disciplina del documento provvisorio è inoltre destinata ad avere carattere transitorio, con termine fissato al 31 dicembre 2027.
Quando il cittadino riceverà la CIE definitiva, dovrà riconsegnare al Comune il titolo provvisorio.
Si può viaggiare ovunque con il documento provvisorio?
È questo uno degli aspetti sui quali occorre prestare maggiore attenzione.
Il fatto che il documento sia previsto dalla normativa italiana come titolo per l’espatrio non garantisce automaticamente che venga riconosciuto all’ingresso da qualsiasi Stato estero.
Al momento del rilascio il cittadino deve infatti essere informato della possibilità che alcuni Paesi non accettino il documento provvisorio per consentire l’ingresso nel proprio territorio.
Chi intende utilizzarlo per una partenza dovrebbe quindi verificare preventivamente le regole applicate dal Paese di destinazione, soprattutto quando il viaggio è ormai vicino.
Per evitare inconvenienti al momento dell’imbarco o del controllo di frontiera, la soluzione preferibile rimane disporre della CIE valida per l’espatrio o del passaporto, quando richiesto.
Cosa succede alla vecchia carta d’identità cartacea
La data del 3 agosto non determina la completa inutilizzabilità del documento cartaceo.
La novità principale riguarda l’estero: la vecchia carta non è più un titolo utilizzabile per l’espatrio.
Sul territorio italiano, invece, è prevista una fase transitoria che arriva fino al 31 gennaio 2027 per una serie di attività e servizi.
Il documento può continuare ad avere efficacia, nei casi previsti, per accedere a prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative, nei rapporti con gli uffici della Pubblica Amministrazione e per determinate operazioni bancarie o postali.
La disciplina transitoria interessa anche attività come il ritiro della pensione o della corrispondenza e l’esercizio di diritti fondamentali, compreso il voto.
Cosa accade per contratti e atti già sottoscritti
Un’altra situazione riguarda gli atti pubblici e privati conclusi prima dell’entrata in vigore delle nuove limitazioni.
Per gli atti stipulati entro il 3 agosto 2026, nei quali le parti siano state identificate attraverso la carta d’identità cartacea, è prevista la possibilità che il documento continui ad avere efficacia fino alla propria scadenza naturale nell’ambito di quello specifico rapporto.
Si tratta quindi di una tutela destinata alle situazioni già esistenti, che evita che il cambio delle regole produca automaticamente problemi sui rapporti costituiti in precedenza.
Nuovi adempimenti anche per i Comuni
La fase di transizione coinvolge direttamente anche gli uffici comunali, chiamati a gestire le richieste relative ai documenti provvisori oltre alla normale attività di rilascio delle CIE.
Le amministrazioni dovranno provvedere utilizzando le risorse già disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Per alcuni aspetti della procedura interviene anche l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, al quale sono affidate le funzionalità necessarie alla gestione dei pagamenti attraverso il sistema PagoPA.
L’obiettivo è garantire una soluzione per le urgenze senza interrompere il percorso che porterà alla completa sostituzione dei vecchi documenti cartacei.




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