Troppe prime e ultime ore, troppe ore buche: il docente può contestare l’orario?

Un orario settimanale con molte prime o ultime ore e numerose finestre può risultare particolarmente penalizzante. Ma il docente può contestarlo?
Un orario scomodo non è necessariamente irregolare
In linea generale, non esiste un diritto del docente a ottenere un orario più comodo, né una regola che imponga di assegnare a tutti lo stesso numero di prime e ultime ore.
Anche la presenza di diverse ore buca durante la settimana, quindi, non rende automaticamente irregolare l’orario.
La sua costruzione deve infatti conciliare numerose esigenze didattiche e organizzative, dalla gestione delle classi alla disponibilità di aule e laboratori, fino alla presenza di insegnanti impegnati in più istituti.
Quando può essere contestato
Il punto decisivo riguarda i criteri stabiliti dalla scuola per la formulazione dell’orario.
Se l’istituto ha previsto, ad esempio, un’equa distribuzione delle prime e ultime ore o delle finestre, tali indicazioni devono essere rispettate. Una concentrazione particolarmente gravosa sullo stesso docente può quindi essere oggetto di richiesta di verifica qualora risulti in contrasto con i criteri adottati.
Equità, tuttavia, non significa che tutti debbano avere un orario identico: differenze possono essere giustificate dalle esigenze organizzative e didattiche.
Il docente che ritiene di essere stato penalizzato può dunque verificare i criteri adottati dall’istituto e, in presenza di possibili difformità, chiedere al dirigente scolastico chiarimenti o una revisione dell’orario.




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