Supplenze 2026/27, come funziona l’algoritmo delle 150 preferenze: prima conta il punteggio, poi l’ordine delle sedi
- Debora De Patto
- 10 ago
- Tempo di lettura: 3 min

Con la procedura informatizzata per l’attribuzione delle supplenze dell’anno scolastico 2026/27, torna uno dei dubbi più frequenti tra gli aspiranti docenti: come vengono assegnate le supplenze dall'algoritmo?
La domanda interessa coloro che, inseriti nelle GaE o nelle GPS, hanno presentato entro il 29 luglio l’istanza per partecipare all’assegnazione degli incarichi a tempo determinato, indicando fino a 150 preferenze.
Per comprendere il funzionamento del sistema bisogna distinguere due momenti. Il primo riguarda l’ordine con cui vengono analizzati gli aspiranti; il secondo riguarda invece l’ordine con cui vengono esaminate le preferenze indicate da ciascun candidato.
Prima viene rispettata la graduatoria
Il punto di partenza è la posizione occupata dall’aspirante.
Nell’ambito del turno di nomina, il sistema procede seguendo l’ordine della graduatoria e comincia quindi dal candidato che si trova nella posizione utile più alta.
Solo dopo aver esaminato la situazione di quest’ultimo passa all’aspirante successivo.
Questo significa che le 150 preferenze non modificano l’ordine della graduatoria: prima viene il candidato con la posizione migliore e poi quello che lo segue.
Naturalmente, nell’elaborazione devono essere considerate anche le eventuali precedenze e riserve previste dalla normativa e applicabili alla specifica procedura.
Poi entrano in gioco le 150 preferenze
Quando arriva al singolo aspirante, il sistema prende in esame la domanda presentata e comincia a scorrere le preferenze nell’esatto ordine in cui sono state indicate.
Ed è proprio qui che la posizione delle sedi nella domanda assume un’importanza decisiva.
L’algoritmo verifica la preferenza collocata al primo posto. Se non è possibile procedere all’assegnazione, passa alla seconda, poi alla terza e così via.
Non appena incontra la prima disponibilità compatibile con quanto richiesto dall’aspirante e con la sua posizione, procede all’assegnazione.
A quel punto non continua a verificare se, tra le preferenze collocate più in basso, esista una sede che il candidato avrebbe potuto considerare più conveniente.
Per questo motivo la sequenza indicata nella domanda può incidere concretamente sull’esito della procedura.
È quindi il docente stesso, attraverso la compilazione della domanda, a stabilire quale scelta debba avere priorità rispetto alle altre.
Un esempio aiuta a capire il meccanismo
Immaginiamo due aspiranti, Rossi e Bianchi.
Rossi si trova più in alto in graduatoria rispetto a Bianchi. Il sistema analizzerà quindi per prima la domanda di Rossi.
Supponiamo che Rossi abbia indicato come prima preferenza la scuola A, come seconda la scuola B e come terza la scuola C.
Se la scuola A non presenta una disponibilità compatibile, l’algoritmo passa alla B. Se alla scuola B trova un posto assegnabile, attribuisce quell’incarico a Rossi e termina l’analisi delle sue preferenze.
Soltanto dopo passa al candidato successivo.
Questo chiarisce un aspetto fondamentale: il punteggio stabilisce chi viene esaminato prima, mentre l’ordine delle preferenze stabilisce quale disponibilità viene cercata per prima per quel candidato.
Cosa succede dopo l’assegnazione della supplenza
Altro elemento da tenere presente riguarda gli effetti dell’assegnazione.
Il conferimento dell’incarico non determina il diritto dell’aspirante a ottenere successivamente un rifacimento delle operazioni nel caso in cui emerga una disponibilità differente.
Anche la rinuncia alla supplenza assegnata produce conseguenze precise e non consente al candidato di pretendere una nuova elaborazione per ottenere un’altra sede, classe di concorso o tipologia di posto.
Su questo punto, però, assume particolare importanza una novità relativa alle disponibilità che emergono dopo le prime operazioni.
Novità 2026/27: l’algoritmo può tornare sugli aspiranti rimasti senza incarico
Le disponibilità sopraggiunte, comprese quelle che possono derivare da rinunce, possono essere utilizzate in ulteriori fasi di attribuzione delle supplenze.
In queste fasi potranno essere presi in considerazione gli aspiranti utilmente collocati in graduatoria che non abbiano ottenuto un incarico sulla base delle preferenze espresse.
In sostanza, il sistema può tornare a prendere in considerazione candidati precedentemente rimasti senza nomina quando emergono nuove disponibilità compatibili.
La novità interessa sia gli aspiranti presenti nelle GaE sia quelli inseriti nelle GPS.
Chi rinuncia, invece, non partecipa alle fasi successive
La possibilità di essere nuovamente presi in considerazione non riguarda indistintamente tutti.
Gli aspiranti che rinunciano alla supplenza attribuita oppure che non assumono servizio entro il termine stabilito dall’Amministrazione non possono partecipare alle successive fasi di assegnazione.
Diventa quindi essenziale distinguere la situazione di chi non ha ricevuto alcuna nomina da quella di chi ha ricevuto un incarico e successivamente vi ha rinunciato.




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