Sostegno, migliaia di supplenze ma posti insufficienti per le assunzioni. Pittoni: «I posti in deroga non possono essere utilizzati per il ruolo»

Il numero elevato di supplenze sul sostegno continua a riaccendere il dibattito sulla distanza tra i posti effettivamente necessari nelle scuole e quelli disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato.
Sul tema è intervenuto Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato, rispondendo attraverso la propria pagina Facebook alle proteste dei docenti specializzati che, pur in presenza di numerose cattedre di sostegno disponibili, non riescono ad accedere all’immissione in ruolo.
Il nodo tra organico di diritto e organico di fatto
Al centro della questione c’è la distinzione tra organico di diritto e organico di fatto.
Una parte consistente dei posti di sostegno necessari ogni anno viene infatti autorizzata in deroga per rispondere alle effettive esigenze degli alunni con disabilità. Queste cattedre, tuttavia, non entrano stabilmente nell’organico di diritto e, di conseguenza, non possono essere utilizzate per le ordinarie immissioni in ruolo.
Pittoni sottolinea che sul sostegno non sarebbero ancora disponibili risorse sufficienti per adeguare l’organico di diritto al reale fabbisogno delle scuole.
Da qui nasce una situazione che può apparire paradossale: da una parte migliaia di docenti vengono chiamati ogni anno per coprire posti di sostegno, dall’altra una parte di quelle stesse disponibilità non può essere destinata alle assunzioni a tempo indeterminato.
Perché i posti in deroga non vengono utilizzati per il ruolo
Secondo quanto ricordato da Pittoni, i posti di sostegno in deroga vengono istituiti nell’ambito dell’organico di fatto e non possono quindi essere considerati vacanti e disponibili ai fini delle immissioni in ruolo.
Possono invece essere utilizzati per le operazioni di mobilità annuale e, successivamente, per l’attribuzione degli incarichi a tempo determinato.
È proprio questo meccanismo a spiegare perché, anche in presenza di un numero molto elevato di cattedre che saranno occupate durante l’anno scolastico, il contingente destinato alle assunzioni possa risultare sensibilmente più basso.
Il tema resta quindi quello della progressiva stabilizzazione dei posti effettivamente necessari: fino a quando una parte rilevante del fabbisogno continuerà a essere soddisfatta attraverso l’organico di fatto e i posti in deroga, il sistema continuerà a fare ampio ricorso alle supplenze sul sostegno.




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