Quanti sono i precari della scuola? La FLC CGIL alza la stima a 302 mila, il Ministero replica: “sono 155 mila”

Si riaccende il confronto sul precariato nella scuola italiana. FLC CGIL stima oltre 302mila lavoratori precari tra docenti e personale ATA, mentre il Ministero dell’Istruzione e del Merito contesta questa ricostruzione e, concentrandosi sulle supplenze dei docenti per l’anno scolastico 2026/2027, indica 155.072 incarichi a tempo determinato su posto intero.
Le due cifre, tuttavia, derivano da perimetri e annualità differenti: il sindacato considera complessivamente personale docente e ATA sulla base di più banche dati, mentre la risposta ministeriale fornisce il quadro delle nomine dei soli docenti effettuate per il nuovo anno scolastico.
FLC CGIL: oltre 302mila precari tra docenti e ATA
La FLC CGIL ha effettuato una propria ricognizione incrociando i dati disponibili sul Portale unico della scuola con quelli contenuti nel Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato.
Secondo l’elaborazione sindacale, nell’anno scolastico 2025/2026 il personale precario avrebbe superato quota 302mila, considerando insieme docenti e ATA.
Rispetto al 2021/2022, il numero complessivo dei supplenti sarebbe cresciuto del 12,7%. L’elemento che incide maggiormente sull’aumento riguarda il sostegno: i posti in deroga sarebbero passati da circa 65mila a 145mila, arrivando a rappresentare il 60% dei supplenti docenti, contro il 29% registrato nel 2021.
Si tratta di posti autorizzati annualmente sulla base delle effettive esigenze degli alunni con disabilità e collocati fuori dall’organico di diritto. Proprio questa caratteristica impedisce che vengano utilizzati direttamente per le ordinarie immissioni in ruolo.
I dati certificati dalla Ragioneria Generale dello Stato
A sostegno della propria ricostruzione, il sindacato richiama anche i dati relativi al 2024/2025 certificati dalla Ragioneria Generale dello Stato.
In quell’anno risultavano 293.245 precari, così suddivisi:
236.782 docenti;
97.118 docenti su posto comune;
139.664 docenti sul sostegno;
56.463 unità di personale ATA.
Per il personale ATA, secondo la FLC CGIL, rispetto al 2021/2022 l’aumento dei supplenti sarebbe stato del 39,5%, mentre l’organico di diritto sarebbe rimasto pressoché stabile, passando da circa 219mila a 218mila posti.
Il sindacato evidenzia inoltre come il rapporto tra lavoro flessibile e personale a tempo indeterminato raggiunga nella scuola il 33,9%, percentuale sensibilmente superiore a quella registrata nelle Funzioni Centrali e nelle Funzioni Locali.
Il peso dei contratti a termine nel comparto Istruzione e Ricerca
Un ulteriore elemento richiamato dalla FLC CGIL arriva dal Conto annuale 2024 della Ragioneria Generale dello Stato, che registra 314.844 unità annue a tempo determinato nel comparto Istruzione e Ricerca e complessivamente 347.977 unità di lavoro flessibile.
Secondo i dati citati dal sindacato, i docenti precari non annuali con supplenza fino al 30 giugno sarebbero circa 194mila in FTE, contro i 95mila del 2015.
Nel quadro rientra anche la situazione del personale educativo: a fronte di un organico di 2.224 posti, 624 risultano vacanti, mentre per il 2026/2027 sarebbero state autorizzate 79 assunzioni a livello nazionale.
Personale ATA, pesa anche la decisione della Corte di giustizia UE
La questione del precariato interessa in maniera significativa anche il personale ATA. Sul tema è intervenuta nel giugno scorso la Corte di giustizia dell’Unione europea, chiamata a pronunciarsi sulla reiterazione dei contratti a tempo determinato.
La decisione europea pone quindi nuovamente al centro il problema dell’utilizzo prolungato dei rapporti a termine e delle misure necessarie per contrastarne l’abuso.
La replica del Ministero: 155.072 supplenze docenti su posto intero
Alla ricostruzione della FLC CGIL ha replicato il Ministero dell’Istruzione e del Merito, fornendo i dati relativi alle operazioni di supplenza dei docenti per l’anno scolastico 2026/2027.
Su posto comune risultano conferiti 31.742 incarichi, di cui:
8.319 fino al 31 agosto;
23.423 fino al 30 giugno.
Sul sostegno le supplenze sono invece 67.516:
1.328 fino al 31 agosto;
66.188 fino al 30 giugno.
Sommando posto comune e sostegno si arriva quindi a 99.258 supplenze su posto intero.
A queste il Ministero aggiunge 55.814 conferme sul sostegno disposte nell’ambito della procedura di continuità didattica su richiesta delle famiglie. Il totale indicato dal MIM raggiunge così 155.072 incarichi a tempo determinato.
Restano 9.356 posti senza aspiranti e 19.468 nomine su spezzone
Il quadro fornito dal Ministero comprende altri due dati.
Al termine delle operazioni di immissione in ruolo sarebbero rimasti 9.356 posti non assegnabili per assenza di aspiranti nelle graduatorie.
Sono state inoltre effettuate 19.468 nomine su spezzoni orario, che il MIM tiene distinte dalle supplenze conferite su posto intero.
Perché molte supplenze scadono il 30 giugno
Nella propria nota il Ministero interviene anche sulla natura dei contratti a termine.
Una parte delle supplenze su posto comune con scadenza al 30 giugno dipende da situazioni legate allo stato giuridico del personale di ruolo e viene quindi definita dal MIM sostanzialmente “incomprimibile”.
Sul sostegno incide invece in maniera rilevante il ricorso ai posti in deroga, istituiti per rispondere alle esigenze effettivamente emerse e non disponibili per le immissioni in ruolo proprio perché non inseriti nell’organico di diritto.
Il Ministero ribadisce infine l’obiettivo di proseguire con le procedure di reclutamento e le assunzioni a tempo indeterminato, compatibilmente con le caratteristiche dei posti disponibili e con i vincoli previsti dalla normativa.
Numeri diversi perché cambia il perimetro del confronto
Il confronto tra 302mila e 155mila non può quindi essere letto come una semplice divergenza sul conteggio della stessa platea.
La stima della FLC CGIL prende in considerazione docenti e ATA e utilizza dati riferiti anche all’anno scolastico 2025/2026 e al Conto annuale della RGS. La replica ministeriale riguarda invece le operazioni di supplenza dei docenti per il 2026/2027 e quantifica in 155.072 gli incarichi a tempo determinato su posto intero, ai quali vengono affiancate separatamente le nomine su spezzone.
Al di là della diversa metodologia di calcolo, il confronto riporta al centro una questione strutturale della scuola italiana: il peso dei contratti a termine e, in particolare, dei posti di sostegno in deroga, che continuano a rappresentare una componente rilevante delle supplenze.




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