Stipendi docenti, chiesto un aumento di almeno 300 euro netti al mese: la proposta

Un aumento strutturale di almeno 300 euro netti al mese per tredici mensilità da inserire direttamente nella retribuzione ordinaria dei docenti.
È questa la richiesta avanzata dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che punta a rafforzare gli stipendi degli insegnanti e a recuperare parte del potere d’acquisto perso negli ultimi anni.
300 euro netti in più ogni mese
La proposta prevede un incremento stabile e permanente di almeno 300 euro netti mensili, che non dovrebbe essere collegato allo svolgimento di incarichi aggiuntivi o all’aumento degli obblighi professionali.
L’obiettivo è intervenire direttamente sulla retribuzione fondamentale. Considerando tredici mensilità, l’incremento richiesto corrisponderebbe a circa 3.900 euro netti in più all’anno.
Per rendere possibile la misura sarebbe però necessario individuare risorse aggiuntive e permanenti.
Il confronto con gli stipendi dei dirigenti scolastici
A sostegno della richiesta vengono richiamati anche i dati contenuti in Education at a Glance 2026 dell’OCSE.
Secondo quanto evidenziato dal Coordinamento, in Italia, nella scuola primaria, la retribuzione effettiva dei dirigenti scolastici risulta circa tre volte quella degli insegnanti, mentre a livello internazionale il divario medio indicato è sensibilmente inferiore.
Il confronto non elimina le differenze di ruolo e responsabilità, ma viene utilizzato per evidenziare la distanza retributiva presente all’interno del sistema scolastico.
Il lavoro dei docenti non si limita alle ore di lezione
Tra le motivazioni alla base della proposta c’è anche la necessità di riconoscere tutte le attività che caratterizzano il lavoro degli insegnanti.
Alle ore trascorse in classe si aggiungono infatti progettazione didattica, correzione e valutazione, aggiornamento professionale, riunioni, gestione degli strumenti digitali e ulteriori attività organizzative.
A queste possono sommarsi incarichi specifici di supporto e coordinamento, generalmente remunerati attraverso compensi accessori.
La richiesta punta quindi a distinguere il riconoscimento economico della professione docente dai compensi previsti per eventuali incarichi aggiuntivi.
Richiamata anche la situazione del personale ATA
Il Coordinamento pone l’attenzione anche sul personale ATA e sul ruolo svolto quotidianamente nel funzionamento delle istituzioni scolastiche.
La richiesta dei 300 euro netti mensili riguarda nello specifico i docenti, mentre per il personale ATA viene sollecitata una maggiore attenzione sul piano retributivo senza indicare, nella proposta, un identico aumento.
Cosa dovrebbe accadere perché l’aumento diventi realtà
Al momento non è stato approvato un aumento di 300 euro netti al mese per i docenti.
Si tratta di una proposta che, per trasformarsi in un incremento effettivo dello stipendio, richiederebbe lo stanziamento di nuove risorse e i necessari passaggi istituzionali e contrattuali.
Il CNDDU chiede quindi l’apertura di un confronto sul tema, ritenendo che gli incrementi retributivi già riconosciuti non siano sufficienti a recuperare pienamente il potere d’acquisto.
In sintesi: i 300 euro non sono un aumento già previsto in busta paga, ma una richiesta di incremento strutturale della retribuzione dei docenti.
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