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Mobilità docenti, migliaia di richieste per lasciare Milano: solo meno di mille ottiene il trasferimento

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 1 giu
  • Tempo di lettura: 2 min
Mobilità docenti 2026 e richieste di trasferimento da Milano verso altre regioni

Milano continua a perdere insegnanti. Anche quest’anno sono migliaia i docenti che hanno chiesto di trasferirsi in altre province o regioni, confermando una tendenza che da tempo interessa il territorio milanese e che continua a sollevare interrogativi sulla capacità della città di attrarre e mantenere personale scolastico.

Secondo i dati elaborati su base ministeriale, le domande di mobilità in uscita sfiorano quota 5.500. Tuttavia, solo una parte delle richieste si tradurrà concretamente in un trasferimento a partire dal prossimo anno scolastico.


Trasferimento ottenuto per meno di un docente su cinque

Delle migliaia di istanze presentate, meno di mille hanno avuto esito positivo. Saranno infatti 947 gli insegnanti che dal prossimo settembre potranno lasciare le scuole milanesi per prendere servizio in altre realtà territoriali.

Il dato evidenzia come il desiderio di trasferimento resti molto diffuso, soprattutto tra coloro che da anni lavorano lontano dalla propria regione di origine e cercano di avvicinarsi alla famiglia o di migliorare la propria qualità della vita.


Primaria tra i settori più interessati

A registrare il maggior numero di uscite è la scuola primaria. Sono oltre trecento gli insegnanti che lasceranno Milano e provincia al termine dell’anno scolastico.

Si tratta di un comparto che già da tempo incontra difficoltà nel reperire personale stabile, con conseguenze che spesso si riflettono sull’organizzazione delle scuole e sul ricorso alle supplenze.


Affitti e costo della vita tra le principali motivazioni

Tra le ragioni che spingono molti docenti a chiedere il trasferimento emerge ancora una volta il tema del costo della vita. Affitti elevati, spese quotidiane in costante aumento e stipendi che non differiscono da quelli percepiti nel resto d’Italia rendono sempre più complessa la permanenza nelle grandi città del Nord.

Per numerosi insegnanti, soprattutto per chi vive lontano dalla famiglia o deve sostenere un canone di locazione, lavorare a Milano comporta un sacrificio economico significativo.

Non sorprende quindi che molti vedano nella mobilità non solo un’opportunità di ricongiungimento familiare, ma anche una scelta necessaria per raggiungere un maggiore equilibrio tra lavoro, vita personale e sostenibilità economica.

Il fenomeno continua così a rappresentare una delle principali sfide per il sistema scolastico milanese, chiamato ogni anno a fare i conti con un elevato turnover del personale e con la difficoltà di garantire continuità didattica agli studenti.


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