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MATURITÀ 2026, IL NUOVO COLLOQUIO ORALE: STRUTTURA, CONTENUTI E CRITERI DI VALUTAZIONE SECONDO L’ORDINANZA MINISTERIALE

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato l’Ordinanza n. 54 del 26 marzo 2026, che disciplina l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo per l’anno scolastico 2025/2026. Il provvedimento definisce in modo puntuale anche struttura e criteri di valutazione del colloquio orale, attraverso una specifica griglia allegata.

L’obiettivo della prova resta quello di accertare il raggiungimento del profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) dello studente, andando oltre la semplice verifica delle conoscenze per valutare competenze, autonomia e capacità di collegamento tra i saperi.



Struttura del colloquio: tutte le fasi della prova

L’articolo 22 dell’Ordinanza descrive un colloquio articolato in più momenti, pensati per valorizzare il percorso complessivo dello studente.


Avvio: il percorso personale

Il colloquio si apre con una riflessione dello studente sul proprio percorso scolastico, con riferimento alle esperienze formative e agli apprendimenti maturati nel corso degli anni.


Confronto sulle discipline

La commissione propone quesiti relativi a quattro discipline, verificando:

  • conoscenze specifiche;

  • metodo di studio;

  • capacità di collegare contenuti diversi in modo interdisciplinare.


Formazione Scuola Lavoro e competenze trasversali

Lo studente presenta una relazione o un elaborato, anche multimediale, relativo alle esperienze di Formazione Scuola Lavoro o apprendistato.


Educazione civica e prove scritte

Il colloquio comprende:

  • la verifica delle competenze di educazione civica;

  • la discussione degli elaborati delle prove scritte.

La commissione deve garantire equilibrio tra le diverse fasi e coerenza con il percorso realmente svolto.



La griglia di valutazione: criteri e punteggio

Il punteggio massimo attribuibile al colloquio è 20 punti.

La valutazione si basa su quattro indicatori fondamentali:

  • Acquisizione di contenuti e metodi delle discipline oggetto del colloquio;

  • Capacità di utilizzare e collegare le conoscenze, con padronanza del linguaggio, anche tecnico e in lingua straniera;

  • Capacità di argomentazione critica e personale;

  • Livello di maturazione, autonomia e responsabilità raggiunto dallo studente.


La griglia nazionale traduce questi criteri in parametri operativi che guidano il lavoro della commissione.




Casi particolari e adattamenti previsti

L’ordinanza introduce specifiche disposizioni per alcune tipologie di candidati:

  • studenti con voto di comportamento pari a sei decimi, che devono discutere anche un elaborato su cittadinanza attiva;

  • possibile verifica CLIL, se è presente in commissione il docente della disciplina;

  • misure personalizzate per candidati con disabilità o DSA;

  • adattamenti per l’istruzione degli adulti, con valorizzazione dell’esperienza professionale.


Attribuzione del punteggio

Il punteggio del colloquio viene assegnato nello stesso giorno della prova, sulla base della griglia nazionale e della valutazione collegiale della commissione.


Un colloquio sempre più orientato alle competenze

Il nuovo assetto conferma una direzione chiara: il colloquio non è più solo una verifica nozionistica, ma una prova complessa che punta a valutare:

  • capacità di ragionamento;

  • collegamenti interdisciplinari;

  • consapevolezza del proprio percorso formativo.


Un’impostazione che rafforza il ruolo del colloquio come momento conclusivo e sintetico dell’intero percorso scolastico dello studente.



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