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Immissioni in ruolo, gli elenchi regionali cambiano ogni anno: nuova scelta della regione e nuovi candidati dal 2027/28

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
12 ago
Tempo di lettura: 3 min
Immissioni in ruolo, gli elenchi regionali cambiano ogni anno

Una scelta che non vale per sempre. È questo uno degli aspetti più interessanti degli elenchi regionali destinati alle assunzioni dei docenti idonei ai concorsi: la domanda presentata per un determinato anno scolastico non determina automaticamente la presenza nello stesso elenco negli anni successivi.

La procedura, infatti, riparte annualmente. Per chi non viene assunto si apre quindi una nuova possibilità: presentare un’altra istanza e valutare nuovamente la regione nella quale concorrere per il ruolo.



La scelta fatta quest’anno non blocca quella futura

Facciamo un esempio.

Un candidato inserito nell’elenco di una regione per il 2026/27 potrebbe non ottenere l’assunzione perché i posti disponibili sono insufficienti. L’anno successivo non sarà necessariamente costretto a riproporre la stessa scelta territoriale.

Con la nuova procedura potrà presentare nuovamente domanda e orientarsi anche verso un’altra regione.

È un aspetto che potrebbe diventare strategico per gli aspiranti. Le possibilità di assunzione, infatti, possono essere molto differenti sul territorio nazionale e cambiare da un anno all’altro in funzione dei pensionamenti, dei posti autorizzati, delle graduatorie ancora utilizzabili e del numero di candidati interessati.



Non esisterà quindi una graduatoria fissa “che scorre”

Pensare agli elenchi regionali come a graduatorie destinate semplicemente a scorrere per diversi anni può essere fuorviante. Ad ogni nuova costituzione si ridisegna la platea.

Alcuni candidati dell’anno precedente potrebbero essere stati assunti e quindi non avere più titolo a partecipare. Altri potrebbero decidere di non presentare domanda oppure scegliere un territorio differente. Contemporaneamente potranno arrivare nuovi aspiranti che nel frattempo avranno maturato i requisiti.

Di conseguenza, essere inseriti in una posizione poco favorevole in un determinato anno non significa ritrovarsi necessariamente nella stessa situazione dodici mesi dopo.



Perché gli elenchi possono diventare decisivi per le assunzioni

La finalità del nuovo strumento è soprattutto quella di evitare che alcune possibilità di immissione in ruolo vadano perdute mentre esistono docenti che hanno già superato una procedura concorsuale.

Gli elenchi regionali possono infatti essere utilizzati nell’ambito delle operazioni previste per coprire posti che non trovano un candidato attraverso i precedenti canali di reclutamento.

Da qui l’importanza della dimensione regionale: la disponibilità di aspiranti può essere maggiore in alcuni territori e molto più ridotta in altri.

La nuova domanda annuale consente di rimettere in movimento questa platea e permette agli interessati di rivalutare la propria disponibilità territoriale.



Chi può puntare agli elenchi

Il bacino di riferimento comprende gli idonei di diverse procedure concorsuali bandite a partire dal 1° gennaio 2020, sia per posto comune sia per sostegno, dall’infanzia alla secondaria.

Tra queste troviamo il concorso ordinario 2020 e STEM 1, il concorso straordinario 2020, STEM 2, la procedura per educazione motoria nella primaria e i concorsi PNRR.

Per accedere occorre aver raggiunto la soglia prevista per il superamento della prova orale: generalmente almeno 70 punti, mentre per il concorso straordinario 2020 il riferimento è 56 punti.

Nei concorsi della secondaria nei quali l’orale comprendeva anche una prova pratica, viene presa in considerazione la media delle valutazioni ottenute nelle due parti.



Nel 2027/28 cambia la platea: arrivano anche i PNRR3

La nuova costituzione degli elenchi coinvolgerà anche gli idonei delle procedure PNRR3, bandite con i decreti direttoriali n. 2938 e n. 2939 del 2025.

Sarà necessario attendere le indicazioni applicative per avere il quadro definitivo.



Allo stesso tempo qualcuno uscirà

Se da una parte potranno entrare nuovi idonei, dall’altra gli elenchi perderanno una parte degli aspiranti presenti l’anno precedente: chi viene assunto non continua a concorrere attraverso questo strumento.

Tra i requisiti è infatti previsto che l’aspirante non sia già titolare di un contratto di docenza a tempo indeterminato o di un contratto a tempo determinato finalizzato all’immissione in ruolo, secondo quanto stabilito dalla disciplina applicabile.

La graduatoria dell’anno successivo nascerà quindi dall’incrocio di diversi movimenti: nuovi ingressi, assunzioni intervenute nel frattempo, rinunce a ripresentare domanda e cambi di regione.



E gli idonei dello straordinario bis?

Rimane separata la questione relativa al concorso straordinario bis.

L’esclusione dei relativi idonei dagli elenchi è oggetto di un contenzioso sul quale non è ancora possibile considerare chiusa la partita.

Il TAR Lazio ha infatti disposto un approfondimento istruttorio nei confronti del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Saranno quindi gli sviluppi della vicenda a chiarire definitivamente la posizione di questi candidati.



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