ELENCHI REGIONALI PER IL RUOLO: PRIORITÀ AI CONCORSI PIÙ “VECCHI” E AL PUNTEGGIO PIÙ ALTO NELLE PROVE
- Debora De Patto
- 20 ore fa
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In arrivo il decreto attuativo sugli elenchi regionali per l’immissione in ruolo dei docenti. Il provvedimento, atteso in pubblicazione dopo il via libera del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), chiarisce criteri, tempistiche e modalità di accesso al nuovo sistema di graduazione.
Come saranno strutturati gli elenchi
Gli elenchi regionali seguiranno un doppio criterio di ordinamento, pensato per garantire sia la valorizzazione delle procedure concorsuali sia il merito individuale.
1. Priorità alla procedura concorsuale
Il primo livello di ordinamento riguarda il concorso di provenienza:
hanno priorità i candidati provenienti da procedure più risalenti nel tempo;
ad esempio, precede il concorso 2020 rispetto a quelli banditi successivamente.
Punteggio nelle prove: il criterio decisivo
All’interno della stessa procedura concorsuale, l’ordine è determinato dal punteggio complessivo ottenuto:
conta il risultato della prova scritta;
conta il risultato della prova orale;
prevale chi ha il punteggio più alto.
👉 In questo modo, a parità di concorso, viene premiata la performance complessiva del candidato.
Obiettivo: equilibrio tra anzianità concorsuale e merito
Il sistema punta a bilanciare due elementi:
il rispetto delle procedure precedenti, evitando il “sorpasso” tra concorsi diversi;
la valorizzazione del merito, attraverso il peso determinante dei risultati ottenuti nelle prove.
In attesa della pubblicazione
Il decreto è in fase di pubblicazione e definirà nel dettaglio:
requisiti di accesso;
modalità operative;
tempistiche di utilizzo degli elenchi per le assunzioni.
L’impianto, però, è già chiaro: nelle immissioni in ruolo conteranno prima il concorso di provenienza e poi, all’interno di questo, il punteggio ottenuto nelle prove.




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