Educazione sessuo-affettiva a scuola, superate le 100mila firme contro la legge Valditara

Sono oltre 100 mila le firme raccolte al 12 agosto sulla piattaforma online del Ministero della Giustizia per il referendum abrogativo della legge n. 104 del 2026, recante “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”. La raccolta, avviata il 6 agosto, ha quindi superato in pochi giorni il 22% delle 500mila sottoscrizioni necessarie per proseguire l’iter referendario.
La norma, entrata in vigore il 7 luglio, disciplina la partecipazione degli studenti ad attività scolastiche riguardanti temi attinenti alla sessualità, introducendo specifici obblighi di informazione e consenso da parte delle famiglie.
Il referendum ne chiede l’abrogazione integrale.
Cosa prevede la legge n. 104 del 2026
Uno dei punti centrali della legge riguarda il consenso informato preventivo dei genitori per determinate attività scolastiche che affrontano, secondo la formulazione adottata dal legislatore, “temi attinenti all’ambito della sessualità”.
Per gli studenti minorenni è prevista la possibilità per le famiglie di prendere visione anticipatamente dei materiali destinati alle attività. Per determinate iniziative extracurricolari il consenso deve essere espresso per iscritto e richiesto almeno sette giorni prima, fornendo informazioni sui contenuti, sulle finalità, sulle modalità di svolgimento e sull’eventuale presenza di esperti esterni.
Gli alunni e gli studenti per i quali il consenso non viene prestato non partecipano alle attività interessate. Nei casi previsti, l’istituzione scolastica deve predisporre un’attività alternativa. Durante lo svolgimento delle iniziative è inoltre garantita la presenza di un docente.
Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, la legge esclude attività didattiche e progettuali aventi per oggetto temi attinenti alla sessualità, ferme restando le Indicazioni nazionali.
Le ragioni del Governo e le critiche dei promotori
Il Governo ha difeso il provvedimento richiamando la necessità di tutelare il ruolo educativo delle famiglie e di garantire ai genitori un’adeguata conoscenza delle attività proposte dalla scuola.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha inoltre precisato che gli aspetti biologici della sessualità continuano a essere affrontati nell’ambito delle discipline scientifiche.
Di segno opposto la posizione dei promotori del referendum, secondo i quali il sistema del consenso preventivo rischierebbe di determinare una frammentazione della partecipazione all’interno delle classi e di rendere più difficile la realizzazione di percorsi educativi continuativi sui temi dell’affettività e della sessualità.
Al centro del confronto vi è, dunque, il delicato equilibrio tra autonomia delle istituzioni scolastiche, responsabilità educativa delle famiglie e funzione formativa della scuola.
Cosa cambierebbe con l’abrogazione
Un eventuale successo del referendum non determinerebbe automaticamente l’introduzione di una nuova disciplina obbligatoria nazionale denominata “educazione affettiva e sessuale”.
L’abrogazione avrebbe invece l’effetto di eliminare la disciplina speciale prevista dalla legge n. 104 del 2026. Le scuole tornerebbero quindi a organizzare eventuali attività nell’ambito dell’autonomia scolastica e della propria offerta formativa, secondo il quadro normativo generale e quanto programmato nel Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF).
La soglia delle 500mila firme e i prossimi passaggi
Perché l’iniziativa possa proseguire sono necessarie 500mila sottoscrizioni.
Il raggiungimento di tale soglia, tuttavia, non comporterebbe automaticamente lo svolgimento della consultazione. Il quesito dovrebbe affrontare i successivi controlli previsti dall’ordinamento, a partire dalle verifiche della Corte di Cassazione e, successivamente, dal giudizio della Corte costituzionale sull’ammissibilità.
La rapidità con cui sono state raccolte le prime sottoscrizioni segnala, intanto, una mobilitazione significativa attorno a un tema destinato a rimanere al centro del dibattito sulla scuola: il rapporto tra diritto delle famiglie all’informazione, autonomia scolastica ed educazione all’affettività.




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