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Doppio canale reclutamento docenti, Pittoni: obiettivo assumere anche da GPS “posto comune” e trasformare le GPS in GPSR

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 19 ore fa

Pittoni sul doppio canale reclutamento docenti

Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato, è intervenuto sul proprio profilo Facebook per fare chiarezza sul futuro del reclutamento dei docenti dopo le numerose indiscrezioni circolate nelle ultime settimane.

Al centro del suo intervento c’è il cosiddetto doppio canale di reclutamento, che definisce il risultato di un percorso “lungo, complesso e costoso”.

Secondo Pittoni, il progetto affonda le proprie radici nell’intervento del 1989 dell’allora ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica, e rappresenta l’ispirazione del disegno di legge con cui la Lega propone di affiancare ai concorsi un sistema stabile di assunzioni attraverso le graduatorie.



Idonei PNRR: cosa cambia dal 2026/27

Uno dei passaggi più rilevanti del post riguarda gli idonei dei concorsi PNRR. Pittoni sostiene che il confronto con la Commissione europea sia durato quasi tre anni e che l’intesa iniziale non prevedesse alcuna valorizzazione degli idonei, ma esclusivamente concorsi annuali senza graduatorie di merito.

Ciò avrebbe costretto i docenti precari a sostenere nuove prove concorsuali ogni anno fino al conseguimento del ruolo. Uno scenario che, a suo avviso, il Governo è riuscito a modificare.

Pittoni ricorda infatti che gli idonei dei concorsi PNRR concorrono per i primi tre anni al 30% dei posti banditi e che, dall’anno scolastico 2026/27, potranno essere inseriti negli elenchi regionali senza scadenza, aggiornando ogni anno la preferenza territoriale fino all’assunzione a tempo indeterminato, senza ulteriori prove concorsuali.

Per il responsabile scuola della Lega si tratta di una svolta significativa, che rappresenterebbe la prima apertura della Commissione europea verso forme di reclutamento strutturali che non richiedono nuove selezioni per chi è già risultato idoneo.



Continuità didattica al centro della riforma

Pittoni individua nella continuità didattica il principale obiettivo del doppio canale di reclutamento poiché la permanenza dello stesso docente nella medesima scuola consentirebbe di conoscere meglio gli studenti, individuarne le attitudini e garantire un percorso educativo più efficace.

L’esponente della Lega critica inoltre un sistema che, negli anni, ha fatto ricorso in misura crescente alle supplenze, penalizzando la stabilità dell’insegnamento.



Il nodo economico delle assunzioni

Pittoni affronta anche il tema delle risorse economiche. A suo giudizio, uno dei principali ostacoli all’aumento delle assunzioni a tempo indeterminato è rappresentato dal minore costo dei supplenti rispetto ai docenti di ruolo.

Secondo il parlamentare, se il costo dei due rapporti di lavoro fosse sostanzialmente equivalente, verrebbero meno molte delle resistenze che oggi frenano una riforma strutturale del reclutamento.



La proposta: trasformare le GPS in GPSR

Guardando al futuro, Pittoni rilancia la proposta di trasformare le attuali GPS (Graduatorie provinciali per le supplenze) in GPSR (Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo), estendendo ai posti comuni il modello già previsto per il sostegno.

L’obiettivo dichiarato è creare un sistema di reclutamento più stabile, capace di ridurre il precariato e garantire maggiore continuità didattica nelle scuole.



Il richiamo alle ultime norme

Pittoni ricorda che l’ultima Legge di Bilancio invita il Governo a privilegiare lo scorrimento delle graduatorie esistenti, limitando l’indizione di nuovi concorsi quando siano ancora presenti graduatorie utilizzabili.



“Ora l’obiettivo sono le assunzioni strutturali da GPS”

Secondo l’esponente della Lega, una volta raggiunto l’obiettivo delle assunzioni strutturali da GPS, resterebbe da affrontare soprattutto il tema del divario economico tra supplenti e docenti di ruolo, indicato come l’ultimo vero ostacolo per completare il percorso di riforma del reclutamento.



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