Docenti per l’italiano agli stranieri, Valditara: “Aiuteranno i ragazzi che non sanno dire buongiorno”. Ma i posti scendono a 762: la distribuzione regione per regione
- Debora De Patto
- 1 giorno fa
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“Abbiamo assunto 1.000 docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri neoarrivati”.
Con queste parole, in un’intervista rilasciata al Messaggero, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rivendicato il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua nelle scuole italiane.
L’affermazione arriva nel pieno del dibattito sulle politiche di integrazione scolastica. Tuttavia, il contingente di docenti dedicati all’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri passa dai 937 posti autorizzati nel 2025/26 ai 762 previsti per il 2026/27.
Dalle parole del 2025 ai posti previsti
La misura nasce con il Decreto-Legge 71/2024, convertito dalla legge 106/2024, che ha introdotto la possibilità di attivare posti della classe di concorso A-23 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera) nelle scuole in cui oltre il 20% degli alunni della classe è costituito da studenti stranieri iscritti per la prima volta al sistema scolastico italiano.
Il primo annuncio risale all’estate del 2025, durante un intervento del ministro alla Festa della Lega Romagna di Cervia. In quell’occasione Valditara parlò di studenti “che non conoscono nemmeno buongiorno e buonasera”, spiegando la necessità di un percorso intensivo di apprendimento della lingua italiana.
Secondo il ministro, gli alunni avrebbero continuato a frequentare insieme ai compagni italiani le discipline curricolari, seguendo però lezioni dedicate di italiano con docenti specializzati.
“Questo non è razzismo, questa è integrazione”, aveva affermato Valditara, sostenendo che la conoscenza della lingua rappresenta il primo strumento per favorire l’inclusione e contrastare la dispersione scolastica.
Nel 2025/26 autorizzati 937 posti
In attuazione del Dl 71/2024, il decreto ministeriale n. 121 del giugno 2025 aveva autorizzato per l’anno scolastico 2025/26 un contingente di 937 posti della classe di concorso A-23.
Di questi, 751 erano destinati al primo ciclo di istruzione e 186 al secondo ciclo.
La distribuzione rifletteva la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle diverse regioni, con Lombardia (182 posti), Lazio (99), Toscana (82), Emilia-Romagna (70) e Veneto (65) ai primi posti.
Per il 2026/27 i posti scendono a 762
Per l’anno scolastico 2026/27 il Ministero conferma invece un contingente nazionale di 762 posti di potenziamento destinati all’insegnamento dell’italiano come seconda lingua.
Rispetto all’anno precedente si registra quindi una riduzione di 175 posti.
Anche per il nuovo anno scolastico la maggior parte delle cattedre è destinata al primo ciclo: 591 posti, pari a circa l’80% del totale, mentre 171 sono assegnati alla scuola secondaria di secondo grado.
La scelta conferma come le esigenze di alfabetizzazione linguistica siano concentrate soprattutto nei primi anni del percorso scolastico, fase ritenuta decisiva per favorire l’inserimento degli studenti neoarrivati.
Distribuzione regione per regione
La Lombardia continua a essere la regione con il contingente più elevato: 154 posti complessivi, di cui 115 destinati al primo ciclo e 39 alla scuola secondaria di II grado.
Seguono:
Campania: 76 posti;
Lazio: 71;
Emilia-Romagna: 67;
Piemonte: 50;
Liguria: 49;
Toscana: 44;
Sicilia: 43.
Tra i dati che emergono dalla ripartizione nazionale spicca quello della Campania, che con 76 posti (55 posti al primo ciclo e 21 alle secondaria II grado) supera regioni tradizionalmente caratterizzate da una presenza più elevata di studenti stranieri, come Lazio ed Emilia-Romagna.
Le consistenze più contenute si registrano in
Puglia: 15 posti
Molise: 15 posti
Basilicata: 13 posti
Sardegna: 6 posti
Umbria: 12 posti
La distribuzione conferma che i posti continuano a essere concentrati nelle aree con il maggior fabbisogno di alfabetizzazione linguistica, pur con un contingente complessivamente inferiore rispetto a quello autorizzato per l’anno scolastico precedente.




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