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Docenti italiani all’estero, domande entro il 31 agosto: 663 posti, graduatorie e possibili destinazioni

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min
Docenti italiani all’estero

C’è tempo fino al 31 agosto per presentare la domanda relativa alla procedura per la formazione delle graduatorie destinate al personale docente interessato a prestare servizio nelle istituzioni scolastiche italiane all’estero.

Per chi intende partecipare è importante conoscere non soltanto i requisiti previsti, ma anche il funzionamento delle graduatorie e, soprattutto, il meccanismo attraverso il quale vengono individuate le sedi.


Il principale riferimento normativo è il decreto legislativo n. 64/2017, mentre altri aspetti del rapporto di servizio, tra cui il trattamento economico, le ferie e i permessi, trovano disciplina anche nel DPR n. 18/1967.



Dove possono essere inviati i docenti

Le opportunità di servizio all’estero non riguardano esclusivamente le scuole statali italiane presenti negli altri Paesi.

Il personale può essere destinato anche ai corsi di lingua e cultura italiana, ai lettorati presso università straniere, alle scuole paritarie e alle istituzioni internazionali con le quali l’Italia intrattiene specifici rapporti di collaborazione.

Le caratteristiche dell’attività possono quindi cambiare in relazione alla destinazione. Nelle scuole statali italiane il lavoro mantiene un’impostazione più vicina a quella delle istituzioni scolastiche presenti sul territorio nazionale. Nei corsi di lingua e cultura, invece, l’attività è specificamente orientata alla diffusione dell’italiano e della cultura del nostro Paese. Un ulteriore ambito è rappresentato dai lettorati universitari.



Area linguistica e Paese non coincidono

Uno degli aspetti sui quali occorre prestare maggiore attenzione al momento della domanda riguarda il significato dell’area linguistica.

Essere inseriti nella graduatoria relativa a una determinata lingua non significa ottenere automaticamente una sede in un Paese nel quale quella lingua è quella nazionale, né consente di scegliere liberamente la città nella quale prestare servizio.

Ad esempio, partecipare per l’area francese non significa necessariamente essere destinati in Francia o, nello specifico, a Parigi. Nell’ambito della stessa area possono rientrare posti situati anche in altri Paesi, come Grecia o Turchia, oltre a destinazioni ricomprese nelle cosiddette aree linguistiche miste.

Lo stesso criterio riguarda l’area inglese. Le disponibilità possono interessare Stati Uniti o Australia, ma anche Paesi nei quali l’inglese non coincide con la lingua nazionale della sede.

La proposta di destinazione dipende, in sostanza, dai posti che risultano disponibili di anno in anno e dalla posizione occupata nella relativa graduatoria.



Quanti sono i posti per il 2026/27

Il decreto legislativo n. 64/2017 individua in 674 unità il limite massimo del contingente di personale scolastico che può essere destinato all’estero.

Per l’anno scolastico 2026/2027, tuttavia, il contingente indicato è pari a 663 posti complessivi.

Il dato deriva da una progressiva riduzione rispetto al tetto massimo previsto dalla normativa: sei unità in meno lo scorso anno, alle quali si aggiunge un’ulteriore diminuzione di cinque posti per il nuovo anno scolastico.

A questi numeri si aggiungono i posti relativi alle Scuole europee, indicati in 118 unità.



Le scuole statali italiane all’estero sono sette

Attualmente le scuole statali italiane all’estero sono sette.

In passato erano otto, ma il numero si è ridotto in seguito alla chiusura, avvenuta nel 2020, della scuola italiana di Asmara.

Per i docenti assegnati a una scuola statale italiana all’estero, l’organizzazione dell’attività didattica presenta numerosi elementi in comune con quella delle scuole presenti in Italia, pur dovendo naturalmente tenere conto delle specificità derivanti dal contesto internazionale.

Differente è invece il servizio svolto nei corsi di lingua e cultura italiana o nei lettorati universitari, che risponde a finalità e modalità organizzative diverse.



Regno Unito, la Brexit ha ridotto fortemente i posti

Una situazione particolare riguarda la Gran Bretagna, dove le conseguenze della Brexit hanno inciso anche sulla presenza del personale scolastico italiano.

Le difficoltà legate al rilascio dei visti avrebbero determinato una drastica riduzione del numero dei docenti inviati nel Regno Unito secondo la disciplina del servizio scolastico all’estero.

Attualmente, secondo i dati illustrati, sarebbe rimasto un solo docente italiano in servizio in Gran Bretagna nell’ambito di questo contingente.

Se non dovessero intervenire soluzioni sul fronte dei visti, alla conclusione dell’incarico dell’ultimo docente presente il numero potrebbe quindi scendere a zero.



Domande entro il 31 agosto: attenzione alla scelta dell’area

Per chi intende presentare domanda entro il 31 agosto, uno degli elementi da valutare con maggiore attenzione è dunque il funzionamento delle aree linguistiche.

L’inserimento in graduatoria apre alla possibilità di essere chiamati sui posti che si renderanno disponibili, ma non equivale alla scelta preventiva di una determinata nazione o città.

Prima di presentare l’istanza è quindi opportuno considerare l’intera area geografica collegata alla graduatoria prescelta e la possibilità di ricevere una proposta per destinazioni anche molto diverse da quelle che, intuitivamente, potrebbero essere associate alla lingua indicata.



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