Decreto PA 2026, quattro novità per la scuola: graduatorie dei docenti, paritarie, nidi comunali e videosorveglianza. Ecco cosa cambia
- Debora De Patto
- 2 giorni fa
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Il decreto-legge sulla Pubblica amministrazione approvato dal Consiglio dei ministri interviene in modo significativo anche sul settore dell’istruzione. L’articolo 5 della bozza del provvedimento introduce infatti quattro importanti novità che riguardano il reclutamento dei docenti, le scuole paritarie, i servizi educativi comunali per l’infanzia e la sicurezza degli edifici scolastici attraverso la videosorveglianza.
Le disposizioni contenute nel testo dovranno ora affrontare l’iter parlamentare per la conversione in legge, ma delineano già le principali linee d’intervento del Governo per il comparto scuola.
Docenti, conferma in ruolo senza uscire dalle graduatorie dei concorsi ordinari
La modifica di maggiore impatto riguarda il sistema di reclutamento degli insegnanti. Il decreto interviene sull’articolo 13 del decreto legislativo n. 59 del 2017, riscrivendo le regole applicabili al termine dell’anno di formazione e prova.
Il docente che supera il test finale e ottiene una valutazione positiva sarà confermato in ruolo nella scuola in cui ha svolto il periodo di prova. Contestualmente verrà cancellato dalle graduatorie concorsuali, dalle Graduatorie ad esaurimento (GaE) e dalle graduatorie di istituto nelle quali risulta iscritto.
La vera novità è rappresentata dall’eccezione introdotta dal decreto: la cancellazione non riguarderà le graduatorie dei concorsi ordinari. I docenti già immessi in ruolo potranno quindi continuare a permanere nelle graduatorie dei concorsi ordinari, a differenza di quanto previsto dalla normativa vigente, mantenendo così la possibilità di conseguire eventuali ulteriori assunzioni attraverso tali procedure.
Due anni in più di contributi per le scuole paritarie
Il decreto interviene anche sul sistema delle scuole paritarie modificando l’articolo 1, comma 4-ter, della legge n. 62 del 2000.
La disciplina che regolava l’erogazione dei contributi statali, inizialmente prevista per gli anni scolastici 2023/2024, 2024/2025 e 2025/2026, viene prorogata fino all’anno scolastico 2027/2028.
La misura garantisce quindi altri due anni di continuità ai finanziamenti destinati alle scuole paritarie, offrendo maggiore stabilità economica agli istituti e consentendo una programmazione più ampia delle attività educative.
Nidi e scuole dell’infanzia comunali, proroga fino al 2028
Un altro intervento riguarda i servizi educativi comunali per la prima infanzia. Il decreto modifica l’articolo 15-bis del decreto-legge n. 19 del 2024, prorogando le misure già introdotte per garantire la continuità dei servizi educativi e scolastici gestiti dagli enti locali.
La disciplina viene estesa fino all’anno scolastico 2027/2028, mentre il riferimento contrattuale viene aggiornato passando dal Contratto collettivo nazionale del comparto Funzioni locali 2019-2021 a quello relativo al triennio 2022-2024.
Viene inoltre prorogato di un anno il termine entro cui sarà possibile applicare le disposizioni previste dalla norma: la scadenza passa dal 31 dicembre 2027 al 31 dicembre 2028.
Si tratta di un doppio slittamento che concede ai Comuni un margine temporale più ampio per organizzare il personale e assicurare la continuità dei servizi educativi destinati ai bambini da 0 a 6 anni, evitando criticità legate alle scadenze ravvicinate e garantendo una maggiore stabilità organizzativa.
Via libera alla videosorveglianza negli asili nido con le risorse già disponibili
L’ultima novità riguarda la sicurezza delle strutture educative. Il decreto modifica l’articolo 5-septies del decreto-legge n. 32 del 2019 prevedendo che le risorse già assegnate agli asili nido possano essere utilizzate anche per l’installazione di sistemi di videosorveglianza.
La norma specifica che gli impianti dovranno essere realizzati nel rispetto della disciplina statale vigente in materia di privacy e trattamento dei dati personali e che la finalità dell’intervento è la tutela del patrimonio delle strutture scolastiche.
Non sono previsti nuovi finanziamenti dedicati: le amministrazioni potranno utilizzare le risorse già disponibili, originariamente destinate agli interventi di manutenzione e messa in sicurezza, anche per installare telecamere.
La disposizione arriva in un contesto caratterizzato da un aumento degli episodi di furti e atti vandalici ai danni degli edifici scolastici e punta a rafforzare la protezione del patrimonio pubblico senza sostituire le altre misure di sicurezza già previste.




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