Competenze non cognitive, autorizzata la sperimentazione triennale: 443 progetti e 1.169 scuole coinvolte
- Debora De Patto
- 10 ago
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Con il decreto ministeriale 24 luglio 2026, n. 151, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato ufficialmente il via alla sperimentazione nazionale triennale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici.
Il provvedimento rappresenta un passaggio importante nell’attuazione della legge 19 febbraio 2025, n. 22, che ha introdotto lo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche, dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti e dell’istruzione e formazione professionale.
La sperimentazione si svolgerà nell’ambito dell’autonomia scolastica e consentirà alle istituzioni autorizzate di realizzare, per un triennio, specifiche attività educative e didattiche integrate nella progettazione curricolare.
594 candidature, ammesse 443 proposte
I numeri restituiscono la dimensione nazionale dell’iniziativa. All’Avviso pubblico emanato dal Dipartimento per il sistema educativo il 30 marzo 2026 sono pervenute complessivamente 594 proposte progettuali.
La Commissione tecnica istituita dal Ministero ha esaminato le candidature sulla base dei criteri previsti dal decreto ministeriale 15 gennaio 2026, n. 6. Al termine della valutazione sono risultate ammissibili e valutate positivamente 443 proposte, quelle che hanno raggiunto una valutazione pari o superiore a 50 punti su 100.
Le istituzioni scolastiche complessivamente autorizzate sono 1.169. La sperimentazione interessa scuole statali e paritarie, istituzioni dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo e Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, comprese le scuole che hanno presentato progetti attraverso reti.
L’elenco completo delle istituzioni autorizzate è contenuto nell’Allegato A al decreto ministeriale n. 151 del 2026.
Quali competenze saranno sviluppate
La sperimentazione punta a valorizzare, accanto agli apprendimenti disciplinari, quelle competenze personali, sociali e relazionali considerate sempre più importanti per il percorso formativo degli studenti.
Tra gli ambiti interessati rientrano l’autoconsapevolezza, la gestione delle emozioni, la capacità di instaurare relazioni positive, la collaborazione, il senso di responsabilità, la resilienza e il pensiero critico.
L’obiettivo è favorire un approccio educativo integrato nel quale le conoscenze disciplinari siano accompagnate dallo sviluppo delle capacità necessarie ad affrontare difficoltà, lavorare con gli altri, assumere decisioni consapevoli e partecipare attivamente alla vita scolastica e sociale.
Il Ministero punta, attraverso la sperimentazione, anche a rafforzare il successo formativo, contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa e promuovere ambienti di apprendimento maggiormente orientati allo sviluppo complessivo della persona.
Progetti da integrare nel curricolo
Per le scuole autorizzate non si tratta semplicemente di aggiungere attività extracurriculari. Le proposte progettuali dovranno essere sviluppate all’interno della progettazione educativa e didattica delle istituzioni scolastiche, secondo quanto stabilito dalla legge n. 22 del 2025.
Uno degli obiettivi della sperimentazione è infatti raccogliere evidenze, esperienze e modelli organizzativi che possano essere utilizzati per valutare una futura introduzione sistematica delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici.
Il triennio avrà quindi anche una funzione di verifica sul campo: le esperienze realizzate dalle scuole serviranno a individuare metodologie didattiche, modalità organizzative e pratiche educative potenzialmente trasferibili al sistema nazionale.
Reti di scuole, attenzione alla scadenza del 30 settembre
Un adempimento specifico riguarda le candidature presentate in forma di rete.
Le istituzioni scolastiche che, al momento della candidatura, avevano dichiarato l’impegno a costituire una rete dovranno perfezionare la procedura trasmettendo l’accordo di rete entro le ore 23.59 del 30 settembre 2026, attraverso la PEC istituzionale.
Si tratta di una scadenza particolarmente importante: il mancato invio dell’accordo comporta la decadenza dell’autorizzazione alla partecipazione alla sperimentazione.
Nell’Allegato A al decreto sono individuate attraverso un’apposita indicazione le istituzioni interessate da questo ulteriore adempimento.
Monitoraggio per tutto il triennio
La sperimentazione non si concluderà con la semplice realizzazione dei progetti. L’andamento delle attività sarà seguito dal Comitato tecnico-scientifico previsto dalla normativa.
Al termine del triennio, sulla base degli esiti raccolti, il Comitato predisporrà le linee guida per lo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici.
Le future linee guida dovranno fornire indicazioni metodologico-didattiche coerenti con le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, con quelle previste per i licei e con le linee guida vigenti per gli istituti tecnici e professionali.




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