Carta del docente: importo confermato a “quasi” 400 euro. Verso l’estensione agli ATA, confronto acceso in Commissione Cultura
- Debora De Patto
- 6 ore fa
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La Carta del docente torna al centro del dibattito parlamentare dopo il confronto avvenuto in VII Commissione Cultura alla Camera. Al centro della discussione, i ritardi nell’erogazione, la riduzione dell’importo individuale e le nuove modalità di utilizzo dello strumento.
La sottosegretaria all’Istruzione e al Merito ha ripercorso l’evoluzione della misura, introdotta con la legge 107 del 2015 e inizialmente riservata ai soli docenti di ruolo.
Una scelta che negli anni ha generato un ampio contenzioso, fino alla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea del 3 luglio scorso, che ha censurato l’esclusione dei docenti con contratto al 30 giugno.
Nel tempo, la platea dei beneficiari è stata progressivamente ampliata: prima ai supplenti annuali al 31 agosto, poi anche a quelli con incarico fino al termine delle attività didattiche e al personale educativo. Gli aventi diritto passano così da circa 819 mila a oltre un milione.
Sui ritardi nell’erogazione è stato spiegato che l’estensione ai supplenti con contratto al 30 giugno ha reso necessario attendere il consolidamento dei dati sugli aventi diritto. Si è inoltre in attesa del via libera del Ministero dell'Economia e delle Finanze per procedere con l’accreditamento delle somme.
Importo ridotto e fondi europei
L’estensione comporta una rimodulazione dell’importo. Per l’anno scolastico 2025/2026 la Carta sarà pari a “quasi 400 euro”, non più 500. Una riduzione che, secondo il Ministero, si rende necessaria proprio per sostenere l’ampliamento della platea.
Parallelamente, sono stati stanziati 270 milioni di euro di fondi europei destinati alle scuole per finanziare percorsi formativi e per l’acquisto di strumenti tecnologici da concedere in comodato d’uso ai docenti. L’idea è affiancare alla quota individuale una dimensione più strutturale, legata ai piani formativi di istituto: la Carta resterebbe per alcune spese formative, mentre per tablet, computer e libri ci si potrà rivolgere direttamente alla scuola.
Carta utilizzabile anche per il trasporto
Tra le novità annunciate, la possibilità di utilizzare la Carta anche per le spese di mobilità, compresi gli abbonamenti ai mezzi pubblici. Una scelta che punta a distinguere tra costi della formazione – sempre più coperti da fondi europei gestiti dagli istituti – e misure di welfare individuale.
Le critiche
Non sono mancate le perplessità sull’impostazione complessiva della riforma. La riduzione dell’importo – più di 100 euro in meno rispetto al passato – rischia di incidere sulla funzione originaria della Carta come strumento dedicato alla formazione.
In particolare, l’estensione alle spese di trasporto, pur legittima sul piano del welfare, potrebbe assorbire una parte consistente delle risorse disponibili, lasciando meno margine per aggiornamento professionale e acquisto di materiali didattici.
Possibile estensione anche agli ATA
In prospettiva, è stata annunciata l’intenzione di estendere la Carta anche al personale ATA. Un’ipotesi che, se confermata, rischia di. diminuire. ulterirmente l'importo se i fondi restano i medesimi, riaprendo, così, inevitabilmente il tema delle coperture finanziarie.




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