Carta del docente 2025/26, decreto in arrivo: chi la riceverà, quando, quanto vale e come potrà essere utilizzata. Tutte le novità.
- Debora De Patto
- 6 mar
- Tempo di lettura: 4 min

Il Ministero dell’Istruzione ha illustrato ai sindacati il decreto interministeriale che definisce le regole della Carta del docente per l’anno scolastico 2025/26: destinatari, importo del bonus e modalità di utilizzo.
Che cos’è la Carta del docente
La Carta del docente è il bonus destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale degli insegnanti. È stata introdotta dalla legge 107 del 13 luglio 2015 (la cosiddetta “Buona Scuola”) e consiste in un portafoglio elettronico utilizzabile per acquistare beni e servizi utili alla crescita professionale.
Il credito viene gestito tramite la piattaforma cartadeldocente.istruzione.it, alla quale si accede con SPID o carta d’identità elettronica.
Chi riceverà il bonus nel 2025/26
Per l’anno scolastico 2025/26 non sarà necessario presentare alcuna domanda. L’importo verrà accreditato automaticamente ai docenti che rientrano nelle categorie previste dal decreto.
Tra i beneficiari figurano:
docenti di ruolo, compresi i neoassunti e chi lavora in part-time;
insegnanti dichiarati inidonei all’insegnamento per motivi di salute;
docenti in comando, distacco o fuori ruolo;
personale docente in servizio nelle scuole italiane all’estero;
insegnanti delle scuole militari;
docenti con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto 2026;
docenti con supplenza fino al 30 giugno;
insegnanti che hanno ottenuto il riconoscimento della Carta tramite sentenza;
personale educativo in servizio.
Il nodo delle supplenze brevi
La normativa attuale continua a escludere chi ha contratti di breve durata. Tuttavia una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 3 luglio 2025 ha stabilito che il beneficio dovrebbe essere riconosciuto a tutti i docenti precari, indipendentemente dalla durata del contratto.
Questo significa che chi ha svolto supplenze brevi potrà chiedere il bonus tramite ricorso giudiziario, anche per contratti stipulati negli ultimi cinque anni.
Quanto vale la Carta nel 2025/26
Per il nuovo anno scolastico l’importo sarà ridotto a 383 euro, inferiore rispetto ai 500 euro delle precedenti annualità.
Parallelamente le scuole riceveranno 281 milioni di euro di fondi PNRR destinati all’acquisto di dispositivi tecnologici come pc, tablet e libri. Questi strumenti potranno essere concessi ai docenti in comodato d’uso.
Oltre alla Carta, gli insegnanti potranno accedere anche ai corsi di formazione organizzati dalle scuole e previsti nel piano annuale deliberato dal Collegio docenti.
Quando sarà accreditata
Il Ministero ha indicato come data di accredito lunedì 9 marzo. Da quel giorno sarà possibile generare i buoni di spesa direttamente sulla piattaforma online.
Che fine fa il residuo dell’anno precedente
Le somme non utilizzate relative all’anno scolastico 2024/25 potranno essere spese fino al 31 agosto 2026. Dal 9 marzo dovrebbe tornare visibile anche il credito residuo per i docenti che non lo avevano trovato alla riapertura della piattaforma del 19 novembre scorso.
Cosa si può comprare con la Carta
Il bonus può essere utilizzato per diversi beni e servizi legati alla formazione e alla cultura, tra cui:
libri, riviste e pubblicazioni anche digitali;
biglietti o abbonamenti per cinema, teatro, musei, mostre ed eventi culturali;
spettacoli dal vivo;
hardware e software;
corsi di formazione e aggiornamento presso enti accreditati;
corsi universitari, master, certificazioni e percorsi post-laurea;
attività formative riconosciute.
Le novità introdotte nel 2025/26
Il nuovo decreto introduce alcune modifiche all’utilizzo del bonus.
Tra le principali:
possibilità di acquistare servizi di trasporto di persone;
possibilità di acquistare strumenti musicali;
limitazioni sull’acquisto di hardware e software, consentito solo alla prima erogazione e poi una volta ogni quattro anni.
I docenti che hanno già ricevuto la Carta negli anni precedenti potranno comunque acquistare dispositivi tecnologici nel 2025/26 e successivamente con la stessa cadenza quadriennale.
Entro quando si può spendere il bonus
Il credito accreditato per il 2025/26 potrà essere utilizzato fino al 31 agosto 2027.
La validità biennale vale anche per i docenti con contratto a tempo determinato, che potranno spendere il bonus anche se nell’anno successivo non avranno una supplenza.
Per chi andrà in pensione dal 1° settembre 2026, invece, il termine per utilizzare la Carta resta 31 agosto 2026, salvo eventuali somme riconosciute tramite sentenza.
I beni ancora esclusi
Non rientrano tra gli acquisti consentiti alcuni prodotti richiesti da tempo dai docenti, tra cui:
smartphone;
stampanti;
carta e toner.
Nel portale del Ministero è stata comunque attivata una convenzione con Poste Welfare Servizi che offre sconti su prodotti tecnologici.
Controlli e possibili sanzioni
Il Ministero della Cultura vigila sull’utilizzo corretto della Carta. In caso di uso non conforme alle regole, la Carta può essere disattivata e gli esercenti che non rispettano le norme possono essere rimossi dall’elenco delle attività convenzionate, oltre alle eventuali sanzioni previste dalla legge.
Le prospettive future
Nei prossimi anni la Carta potrebbe evolvere ulteriormente. Tra le ipotesi allo studio ci sono:
una trasformazione progressiva in una “Carta dei servizi”;
l’estensione del bonus anche al personale ATA;
un maggiore coinvolgimento dei sindacati nella definizione dell’utilizzo delle risorse.
Sei un docente precario o lo sei stato negli ultimi 5 anni?
Recupera la Carta del docente e ottieni fino a 2.500 euro, compila il MODULO e avvia subito il RICORSO GRATUITO





Commenti