Caro affitti: censimento per docenti e ATA fuori sede, proposta indennità da 225€
- Debora De Patto
- 1 giorno fa
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Il problema del caro affitti per i docenti fuori sede, da anni al centro del dibattito nel mondo della scuola, resta ancora senza una soluzione concreta. Nonostante sia una questione nota e più volte affrontata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la situazione continua a pesare su migliaia di insegnanti e membri del personale ATA costretti a lavorare lontano dalla propria residenza.
Già lo scorso agosto il ministro aveva annunciato l’intenzione di inserire il personale scolastico nel Piano Casa, con l’obiettivo di favorire una presenza stabile degli insegnanti soprattutto nei territori dove la carenza di personale è diventata strutturale. Tuttavia, le sole soluzioni amministrative rischiano di non essere sufficienti.
Tra queste rientrano, ad esempio, i prossimi elenchi regionali: ancora una volta molti docenti saranno chiamati a scegliere se candidarsi in regioni diverse e spesso molto distanti dalla propria. Una decisione che, senza adeguate politiche di welfare, rischia di diventare sempre più difficile da sostenere dal punto di vista economico e personale.
L’ipotesi di un censimento nazionale
Per affrontare in modo più sistematico il problema, il ministro ha annunciato all’ANSA l’intenzione di avviare un monitoraggio delle necessità del personale scolastico che lavora lontano da casa.
«Voglio avviare un censimento delle necessità del nostro personale scolastico che lavora fuori sede», ha spiegato Valditara.
Si tratta di un percorso che difficilmente potrà produrre risultati immediati, ma che rappresenta comunque un primo passo verso una maggiore comprensione delle reali esigenze di docenti e ATA impegnati lontano dal proprio territorio di origine.
La proposta del CNDDU: un’indennità mensile
Sul tema è intervenuto anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che propone l’introduzione di un’indennità media di circa 225 euro mensili per i docenti fuori sede. Secondo le stime, un contributo di questo tipo permetterebbe di ridurre l’incidenza del costo abitativo tra il 12% e il 15%, riportando la spesa per l’affitto entro margini più sostenibili.
Una misura che, secondo il CNDDU, potrebbe avere effetti positivi non solo sul benessere del personale scolastico, ma anche sulla stabilità professionale, sulla continuità didattica e, di conseguenza, sulla qualità complessiva dell’offerta formativa nelle scuole italiane.




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