Valutazione dei dirigenti scolastici: cambia il sistema, ma i risultati restano gli stessi. Solo 8 bocciati su oltre 7.000 presidi

Cambia il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici, ma nella pratica i risultati restano pressoché invariati. È quanto emerge dai dati relativi all'anno scolastico 2024/2025, comunicati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito alle organizzazioni sindacali.
La valutazione è particolarmente rilevante perché determina l'attribuzione della retribuzione di risultato, un compenso aggiuntivo che può arrivare a circa 6.000 euro annui.
I numeri della valutazione
Su 7.099 dirigenti scolastici valutati:
6.114 hanno ottenuto il giudizio di "Ottimo" (86%);
883 sono stati valutati "Buono";
94 hanno ricevuto un giudizio "Sufficiente";
soltanto 8 dirigenti, pari allo 0,11%, non hanno raggiunto la soglia minima di 30 punti su 100.
Nonostante il nuovo modello fosse stato introdotto per rendere la valutazione maggiormente meritocratica ed evitare una distribuzione generalizzata dei premi, quasi la totalità dei dirigenti ha comunque ottenuto un esito positivo.
Contraddittorio e richieste di revisione
Il Ministero ha inoltre comunicato che:
711 dirigenti hanno chiesto l'attivazione del contraddittorio;
66 hanno successivamente richiesto la procedura di conciliazione davanti all'Organismo di Garanzia;
in 38 casi il punteggio è stato modificato a seguito del parere favorevole espresso dall'Organismo.
Valutazione 2025/2026: piattaforma ancora aperta
Per quanto riguarda la valutazione relativa all'anno scolastico 2025/2026, la piattaforma ministeriale resta aperta per consentire l'aggiornamento dei dati e l'inserimento di eventuali elementi non rilevati automaticamente dal sistema.
I dirigenti potranno integrare la documentazione fino al 7 settembre 2026, mentre l'intera procedura dovrà concludersi entro il mese di novembre 2026.
Le novità previste per il 2026/2027
Il Ministero ha inoltre illustrato le prime linee guida per la valutazione del prossimo anno scolastico.
Tra i nuovi obiettivi figurano:
il contributo della scuola al successo formativo degli studenti;
una maggiore coerenza tra RAV (Rapporto di Autovalutazione) e PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa);
una valutazione maggiormente differenziata a livello regionale.
Le perplessità dei sindacati
Le organizzazioni sindacali hanno espresso alcune criticità sul nuovo impianto valutativo.
Si ritiene che gli obiettivi previsti non tengano sufficientemente conto delle specificità dei CPIA,e come vengano marcate le differenze tra le diverse regioni e l'assenza di una valutazione proporzionata alla complessità degli obiettivi assegnati.
Resta ora da capire se il Ministero apporterà ulteriori modifiche prima dell'avvio del nuovo ciclo di valutazione.




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