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Valditara: “Il Governo Meloni investe sulla scuola”. Bilancio +9% e +1,9%, tre contratti in una legislatura. Ma dal 2027 la spesa è destinata a calare

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
21 lug
Tempo di lettura: 3 min
Valditara: “Il Governo Meloni investe sulla scuola”.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, respinge le critiche secondo cui il Governo Meloni avrebbe ridotto gli investimenti destinati alla scuola. Intervenendo al Tg3, il titolare del MIM ha ricordato gli incrementi previsti nelle ultime leggi di bilancio e ha rivendicato i risultati ottenuti sul fronte del rinnovo dei contratti del personale scolastico.

Secondo Valditara, parlare di tagli agli investimenti non corrisponde alla realtà. Il ministro ha infatti evidenziato che la legge di bilancio approvata due anni fa ha previsto un incremento del 9% delle risorse destinate alla scuola, mentre l’ultima manovra finanziaria ha disposto un ulteriore aumento dell’1,9%.

Un altro elemento rivendicato dal ministro riguarda il rinnovo dei contratti del personale. “In una sola legislatura abbiamo approvato tre contratti per il personale della scuola, un risultato che non si era mai verificato nella storia del sistema scolastico italiano”, ha dichiarato.


La domanda, tuttavia, resta aperta

Se gli investimenti rivendicati dal Governo sono stati così consistenti, quanti docenti e quanti lavoratori della scuola li hanno realmente percepiti nella vita quotidiana? Al di là dei dati di bilancio, molti insegnanti continuano a denunciare stipendi tra i più bassi d’Europa, un potere d’acquisto eroso dall’inflazione e aumenti contrattuali ritenuti insufficienti a compensare il costo della vita.

È quindi inevitabile che una parte del personale si chieda dove si siano tradotte concretamente le risorse annunciate.


Dal 2027 le previsioni indicano una riduzione della spesa

Se per il 2026 la spesa destinata all’istruzione risulta sostanzialmente confermata, le prospettive cambiano negli anni successivi. Le proiezioni contenute nei più recenti Documenti di economia e finanza (DEF) indicano infatti una progressiva diminuzione degli investimenti pubblici per il comparto scuola a partire dal 2027.

Tra le principali cause figura il costante calo demografico che interessa il Paese. Ogni anno il sistema scolastico registra oltre 100 mila studenti in meno, un andamento che inevitabilmente incide sulla programmazione delle risorse e rende sempre più difficile mantenere invariati gli organici.

Si tratta di una tendenza che, secondo le serie storiche dei DEF degli ultimi quindici anni, interessa governi di diverso orientamento politico: la quota di spesa destinata all’istruzione in rapporto al PIL è infatti progressivamente diminuita nel tempo.


Social vietati ai minori di 15 anni

Nel corso dell’intervista, Valditara è tornato anche sul tema dell’utilizzo dei social network da parte dei più giovani, ribadendo la necessità di introdurre un divieto per gli under 15.

Il ministro ha ricordato che l’iter parlamentare del disegno di legge bipartisan è già iniziato e ha espresso l’auspicio che il provvedimento venga approvato rapidamente, definendo la misura un passo importante per la tutela dei minori.


INVALSI: migliorano gli abbandoni, resta la sfida della matematica

Commentando i risultati del Rapporto INVALSI 2026, Valditara ha sottolineato il calo della dispersione scolastica e il progressivo recupero del Mezzogiorno sia negli abbandoni sia nei livelli di apprendimento.

Il ministro ha evidenziato come sempre più studenti che in passato interrompevano il percorso scolastico oggi rimangano nel sistema di istruzione, contribuendo anche a ridurre i divari territoriali.

Resta però aperta la questione delle competenze, in particolare in matematica. I dati INVALSI mostrano infatti una flessione dei risultati, soprattutto nella scuola primaria e secondaria, confermando la necessità di interventi mirati per rafforzare gli apprendimenti di base.



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