Supplenze scuola 2026/27: permessi, malattia e principali diritti dei docenti con contratto al 31 agosto, 30 giugno e supplenze brevi

I docenti con contratto a tempo determinato, sia annuale che breve, godono di specifici diritti previsti dal CCNL del comparto Istruzione e Ricerca. Tuttavia, la disciplina varia in funzione della tipologia di supplenza: un incarico al 31 agosto o al 30 giugno garantisce infatti tutele più ampie rispetto a una supplenza breve e temporanea.
Conoscere queste differenze è fondamentale per esercitare correttamente i propri diritti durante il rapporto di lavoro.
Permessi per motivi personali o familiari
I docenti con incarico al 31 agosto o al 30 giugno hanno diritto a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari nel corso dell’anno scolastico.
Questi giorni:
sono interamente retribuiti;
sono validi ai fini dell’anzianità di servizio;
non comportano alcuna riduzione delle ferie.
Diversa è la disciplina prevista per i docenti con supplenza breve e temporanea.
In questo caso spettano sei giorni di permesso non retribuito, che incidono sia sull’anzianità di servizio sia sul computo delle ferie maturate.
Permessi per concorsi ed esami
Tutti i docenti a tempo determinato possono usufruire di permessi per sostenere concorsi o esami. Il limite massimo è di otto giorni all’anno.
Si tratta però di permessi non retribuiti, che comportano l'interruzione dell’anzianità di servizio per le giornate interessate.
Permessi per lutto
In caso di lutto, il personale supplente ha diritto a tre giorni di permesso per ciascun evento.
Le giornate possono essere utilizzate anche in modo non consecutivo e sono:
interamente retribuite;
valide ai fini dell’anzianità di servizio;
prive di effetti negativi sul monte ferie.
Permesso per matrimonio
La normativa riconosce 15 giorni consecutivi di permesso, che risultano:
completamente retribuiti;
validi ai fini dell’anzianità di servizio;
senza alcuna riduzione delle ferie maturate.
Permessi brevi
Per esigenze personali è possibile richiedere anche i cosiddetti permessi brevi. Si tratta però di permessi che devono essere successivamente recuperati.
Il recupero deve avvenire entro i due mesi successivi, generalmente mediante:
sostituzione di colleghi assenti;
attività didattiche integrative;
altre attività individuate dall’istituzione scolastica, con priorità nelle classi nelle quali il docente era assente.
Qualora il recupero non venga effettuato per responsabilità del docente, l’Amministrazione può procedere alla trattenuta delle corrispondenti somme sullo stipendio.
Malattia: cosa cambia tra supplenze annuali e supplenze brevi
I supplenti annuali o fino al termine delle attività didattiche hanno diritto alla conservazione del posto fino a 9 mesi nell’arco di un triennio scolastico.
Per i docenti con supplenza breve, invece, la conservazione del posto è prevista per un massimo di 30 giorni per ciascun anno scolastico.
Conoscere i propri diritti è fondamentale
La disciplina dei permessi e delle assenze costituisce una parte essenziale del rapporto di lavoro dei docenti supplenti.
Per questo motivo è sempre consigliabile verificare la tipologia del proprio incarico e le disposizioni del CCNL Istruzione e Ricerca, così da esercitare correttamente i diritti riconosciuti dalla normativa vigente.
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