Sostegno, il giudizio sanitario non stabilisce automaticamente le ore: decisiva la valutazione del GLO

Nella definizione delle risorse di sostegno da prevedere per un alunno con disabilità, il giudizio sanitario rappresenta un elemento importante, ma non determina automaticamente il numero di ore da assegnare.
Il tema riguarda direttamente il lavoro del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione) e la predisposizione del PEI, all’interno del quale devono essere individuati gli interventi e le risorse ritenute necessarie per garantire il percorso di inclusione.
Il dato sanitario è un punto di partenza, non l’unico criterio
L’accertamento sanitario costituisce un presupposto fondamentale del percorso, ma la valutazione non può fermarsi esclusivamente alla condizione clinica dell’alunno.
Non esiste, infatti, una corrispondenza automatica per cui a una determinata valutazione sanitaria debba necessariamente corrispondere un preciso numero di ore di sostegno.
Il GLO valuta il funzionamento dell’alunno a scuola
Un ruolo centrale spetta al GLO, che deve considerare il funzionamento concreto dello studente nel contesto scolastico.
La valutazione tiene quindi conto dei bisogni educativi e didattici, delle autonomie, delle relazioni, delle difficoltà effettivamente riscontrate e del livello di supporto necessario per consentire all’alunno di partecipare pienamente alle attività della classe.
La proposta delle risorse deve essere motivata
È proprio attraverso l’osservazione diretta e la conoscenza dell’alunno che il GLO può integrare le informazioni sanitarie con quanto emerge quotidianamente a scuola.
Nel PEI dovranno quindi essere indicate e motivate le risorse ritenute necessarie, sulla base di una valutazione complessiva dei bisogni dell’alunno e non attraverso un automatismo legato esclusivamente alla diagnosi.
Il dato sanitario resta dunque rilevante, ma deve essere letto insieme al funzionamento dello studente e alle effettive esigenze che emergono nel contesto educativo.




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