Sospensione sostituita con lavori utili alla comunità: ad Arezzo 15 studenti puliscono strade e giardini per evitare il 6 in condotta

Da una sospensione disciplinare a un percorso di cittadinanza attiva.
Succede all’Istituto “Marcelli” di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, dove quindici studenti hanno svolto attività socialmente utili, come la pulizia delle strade, la manutenzione del verde pubblico e piccoli lavori di giardinaggio, nell’ambito di un progetto nato dalla collaborazione tra scuola, Comune e Pro Loco.
L’iniziativa rappresenta una delle prime applicazioni concrete delle nuove disposizioni che puntano a trasformare le sanzioni disciplinari in percorsi educativi e riparativi, superando la logica della semplice punizione.
Un progetto che coinvolge scuola, Comune e Pro Loco
Il progetto, denominato “Cittadinanza attiva e solidale”, nasce da una convenzione triennale sottoscritta tra l’istituto scolastico, l’amministrazione comunale e la Pro Loco di Foiano della Chiana.
Determinante è stata anche la disponibilità di alcuni ex insegnanti che hanno seguito e supervisionato gli studenti durante lo svolgimento delle attività, permettendo di superare uno degli ostacoli che finora aveva limitato l’applicazione di questo tipo di misura: individuare enti disponibili ad assumersi la responsabilità dei ragazzi durante i lavori.
Secondo Alessandro Artini, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi della Toscana, proprio questo aspetto aveva reso la norma, prevista da tempo, difficilmente applicabile nella pratica.
Non una punizione, ma un percorso educativo
La dirigente scolastica Anna Bernardini sottolinea che l’obiettivo non è punire gli studenti, ma responsabilizzarli.
Le attività svolte hanno infatti una finalità educativa e riparativa, aiutando i ragazzi a comprendere le conseguenze dei propri comportamenti e a recuperare un rapporto positivo con la comunità attraverso la cura degli spazi pubblici.
L’idea richiama il principio già presente nell’ordinamento penale secondo cui, per alcune violazioni, il lavoro di pubblica utilità può sostituire altre forme di sanzione, privilegiando la funzione rieducativa rispetto a quella esclusivamente punitiva.
Quali comportamenti hanno portato alla sospensione
Le sospensioni erano state disposte per comportamenti come:
assenze e ritardi ripetuti;
mancato rispetto degli ambienti scolastici;
atteggiamenti scorretti nei confronti dei compagni.
Si trattava di sospensioni superiori a due giorni che, con la nuova disciplina sul voto di comportamento, avrebbero potuto incidere negativamente anche sulla valutazione finale, fino ad arrivare al rischio del 6 in condotta, che comporta la non ammissione alla classe successiva.
Il percorso riparativo ha invece consentito agli studenti di dimostrare un cambiamento concreto, evitando le conseguenze più pesanti.
Un modello destinato a proseguire
Anche il sindaco di Foiano della Chiana, Jacopo Franci, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, definendola un esempio di come sia possibile affrontare gli errori degli adolescenti con strumenti educativi anziché esclusivamente sanzionatori.
L’esperienza, già avviata nei mesi scorsi, proseguirà anche nei prossimi anni grazie alla convenzione triennale sottoscritta tra i soggetti coinvolti e potrebbe rappresentare un modello replicabile anche in altri territori, favorendo una concreta applicazione delle misure di cittadinanza attiva previste dalla normativa scolastica.
Fonte: Corriere della Sera
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