Social media e minori, la Commissione UE prepara nuove regole. Von der Leyen: «I social non sono un giocattolo»

La Commissione europea è pronta ad avviare una stretta sull’utilizzo dei social network da parte dei minori. Dopo la pausa estiva arriverà una proposta legislativa con l’obiettivo di rafforzare la tutela di bambini e adolescenti online, intervenendo sia sulle modalità di accesso alle piattaforme sia sulle responsabilità delle aziende che le gestiscono.
L’annuncio è stato fatto dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante un incontro con la stampa a Bruxelles.
Crescere lontano dagli schermi
Nel presentare l’iniziativa, von der Leyen ha richiamato l’attenzione sul tempo sempre maggiore che i più giovani trascorrono davanti ai dispositivi digitali, sottolineando come la crescita personale abbia bisogno soprattutto di esperienze vissute nel mondo reale.
Secondo la presidente della Commissione, bambini e ragazzi devono poter costruire relazioni, sperimentare, sbagliare e sviluppare la propria personalità senza che siano gli algoritmi a influenzarne il percorso.
«I nostri figli hanno bisogno di tempo nel mondo reale. Tempo per giocare, tempo per costruire amicizie, tempo per commettere errori. Tempo per plasmare la propria identità, la propria personalità, prima che sia un algoritmo a farlo al posto loro», ha affermato.
L’attenzione sugli effetti del digitale
La futura proposta nasce anche dalle preoccupazioni per l’impatto che un uso intensivo dei social può avere sul benessere dei più giovani.
Durante l’incontro è stato ricordato che molti adolescenti trascorrono ogni giorno diverse ore davanti agli schermi e che il fenomeno è associato a un aumento di problematiche come ansia, depressione, disturbi del sonno e casi di cyberbullismo.
Per questo motivo la presidente della Commissione ha ribadito che «i social media non sono un giocattolo», evidenziando la necessità di un intervento normativo.
Più obblighi per le piattaforme
Uno dei punti centrali della proposta riguarda il ruolo delle grandi aziende tecnologiche. L’intenzione della Commissione è quella di chiedere alle piattaforme di dimostrare che i propri servizi sono progettati in modo sicuro anche per gli utenti più giovani.
L’obiettivo è limitare quelle funzionalità che favoriscono dipendenza o un utilizzo eccessivo dei social, spostando una parte della responsabilità dai genitori alle imprese che sviluppano questi strumenti.
Per spiegare questo principio, von der Leyen ha utilizzato un paragone con il settore automobilistico: così come nessuno si aspetta che siano le famiglie a installare da sole cinture di sicurezza o airbag, allo stesso modo devono essere le aziende tecnologiche a garantire prodotti sicuri.
Verifica dell’età e accesso più controllato
Tra le misure allo studio figura anche un sistema europeo per la verifica dell’età, realizzato attraverso un’app open source che dovrebbe consentire di accertare l’età degli utenti senza compromettere la loro privacy.
Nel corso della presentazione sono state inoltre richiamate alcune raccomandazioni elaborate dagli esperti, tra cui l’assenza di esposizione agli schermi nei primi anni di vita e un accesso ai social progressivo durante la crescita, con livelli di tutela differenziati in base all’età.
La proposta legislativa sarà presentata nei prossimi mesi e aprirà il confronto tra Parlamento europeo e Consiglio. L’obiettivo dichiarato dalla Commissione è definire regole comuni per tutti gli Stati membri, rafforzando la protezione dei minori nell’ambiente digitale.




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