Smartphone e tablet vietati sotto i 3 anni, presentato in Senato un disegno di legge: divieto assoluto e formazione obbligatoria per i genitori

Il disegno di legge “Disposizioni per la regolamentazione dell’esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a 3 anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età”, presentato al Senato, prevede niente smartphone, tablet o altri dispositivi digitali per i bambini fino ai tre anni.
La proposta, prima firmataria la senatrice Simona Malpezzi (Partito Democratico), è stata presentata con il sostegno di parlamentari appartenenti a diversi schieramenti politici ed è promossa insieme alla Società Italiana di Pediatria (SIP) e alla Fondazione Terre des Hommes Italia. La proposta, che ha raccolto adesioni trasversali in Parlamento.
I rischi evidenziati dalla proposta
Il disegno di legge richiama una revisione della letteratura scientifica realizzata dalla Commissione Dipendenze digitali della Società Italiana di Pediatria, basata sull’analisi di 78 studi dedicati agli effetti dell’esposizione ai dispositivi digitali nei primi anni di vita.
Secondo quanto riportato nella proposta, un’esposizione aggiuntiva di 30 minuti al giorno agli schermi può essere associata a un aumento del rischio di ritardo del linguaggio. Vengono inoltre richiamati possibili effetti negativi sulle capacità attentive, sulle funzioni esecutive, sulla regolazione emotiva, sulla qualità del sonno e sulla relazione tra adulto e bambino.
Cosa prevede il disegno di legge
La proposta si sviluppa su quattro principali direttrici.
La prima riguarda l’adozione, entro sei mesi dall’eventuale entrata in vigore della legge, di Linee guida nazionali da parte del Ministero della Salute, d’intesa con i Ministeri dell’Istruzione e della Famiglia. Le linee guida dovranno indicare, per le diverse fasce d’età dai 3 ai 18 anni, i tempi massimi giornalieri di esposizione agli schermi e le modalità per un utilizzo graduale e consapevole dei dispositivi digitali.
Il secondo intervento punta a rafforzare il sostegno alle famiglie attraverso moduli informativi nei corsi di preparazione al parto, materiali informativi nei consultori e nei punti nascita e specifici momenti di consulenza durante i bilanci di salute effettuati dal pediatra di libera scelta.
La proposta interviene anche sui servizi educativi 0-3 anni, introducendo il divieto di utilizzo dei dispositivi digitali nelle attività educative. L’obiettivo è privilegiare esperienze fondate sulla relazione, sul gioco libero, sul movimento e sullo sviluppo del linguaggio. È prevista inoltre una formazione specifica per il personale educativo.
Infine, la proposta prevede percorsi formativi dedicati a pediatri, ostetriche, educatori e assistenti sociali, con l’obiettivo di approfondire i rischi connessi all’esposizione precoce ai dispositivi digitali e le strategie di prevenzione. Il testo prevede anche l’inserimento di moduli sulla neurobiologia dello sviluppo nei percorsi universitari e nella formazione continua dei professionisti.
Un Tavolo tecnico nazionale
Il disegno di legge istituisce anche un Tavolo tecnico nazionale permanente per la salute digitale dei minori presso il Ministero della Salute.
Ne faranno parte rappresentanti delle istituzioni, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, delle società scientifiche, delle associazioni di pediatri e neuropsichiatri infantili, delle associazioni familiari e degli enti del Terzo settore.
Tra i compiti del Tavolo figurano il monitoraggio dell’attuazione della legge, la proposta di aggiornamento almeno triennale delle linee guida, la promozione di attività di ricerca sugli effetti dell’esposizione digitale e la predisposizione di una relazione annuale al Parlamento.
Presentando il provvedimento, è stato sottolineato che la proposta punta a rafforzare informazione e formazione, in particolare nei confronti dei genitori, per favorire un utilizzo più consapevole degli strumenti digitali fin dalla prima infanzia.
Il disegno di legge avvia ora il proprio iter parlamentare e dovrà essere esaminato dalle Camere prima di un’eventuale approvazione definitiva.




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