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Sempre più docenti under 30 pensano di lasciare la scuola: pesano stress e burocrazia

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Docente giovane in aula durante una lezione, sempre più insegnanti under 30 valutano di lasciare la scuola

Cresce il numero di giovani insegnanti che non immaginano il proprio futuro nella scuola. Secondo il rapporto della Commissione europea “The teaching profession in the EU: A comparative analysis building upon the TALIS 2024 results”, la quota di docenti under 30 intenzionati ad abbandonare la professione entro cinque anni è passata dal 10,4% del 2018 al 13,4% del 2024.


Lo studio, che analizza condizioni di lavoro, soddisfazione professionale e prospettive di carriera degli insegnanti nei Paesi dell’Unione europea, evidenzia una crescente difficoltà nel trattenere le nuove generazioni di docenti. In alcuni Stati membri il fenomeno assume dimensioni particolarmente rilevanti: in Estonia, Lettonia e Lituania circa la metà degli insegnanti più giovani dichiara di non vedere il proprio futuro nella scuola. Incrementi significativi si registrano anche in Croazia, Finlandia e Francia.


Il rapporto mette in luce una fragilità crescente nelle prime fasi della carriera. Se da un lato molti sistemi educativi europei faticano ad attrarre nuovi insegnanti, dall’altro emerge con sempre maggiore evidenza il problema della permanenza nella professione.


Tra le principali criticità segnalate vi sono l’aumento dello stress lavorativo, il peso degli adempimenti burocratici, la complessità delle procedure amministrative e la percezione di una valorizzazione professionale insufficiente, soprattutto nei primi anni di servizio.


Secondo diverse analisi del settore, per invertire questa tendenza sarà necessario rafforzare le misure di sostegno ai neoassunti, semplificare gli aspetti burocratici del lavoro scolastico e garantire maggiori opportunità di crescita professionale e riconoscimento economico.


Il tema assume particolare rilevanza in un contesto in cui il ricambio generazionale rappresenta una delle principali sfide per i sistemi scolastici europei, chiamati non solo ad attrarre nuovi docenti, ma anche a creare condizioni in grado di favorirne la permanenza nelle aule.


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