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Scuole vecchie, bagni criticati e wi-fi bocciato: gli studenti chiedono edifici più moderni e sicuri

Confronto Scuola
7 lug
Tempo di lettura: 3 min
Edificio scolastico italiano vecchio

Scuole vecchie, il problema resta aperto

La qualità degli edifici scolastici continua a essere uno dei grandi nodi irrisolti della scuola italiana.

A confermarlo è un’indagine nazionale del Censis, realizzata nell’ambito del progetto Iride “La scuola vista dai giovani”, che ha coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado e 1.000 diplomati tra i 18 e i 24 anni.

Il quadro che emerge è chiaro: accanto a scuole ammodernate e rese più funzionali anche grazie agli interventi degli ultimi anni, resta una parte consistente di edifici datati, spesso bisognosi di manutenzione e non sempre adeguati alla vita scolastica di tutti i giorni.


Solo il 5,9% degli studenti considera la scuola moderna

Il dato più significativo riguarda la percezione degli studenti.

Il 41% definisce le strutture della propria scuola “normali”, il 34,4% le considera “vecchie”, il 21,6% “funzionali”, mentre soltanto il 5,9% le descrive come “moderne”.

Non mancano giudizi più duri: il 17,3% degli studenti ritiene la propria scuola male attrezzata, il 16,7% la giudica sporca, il 9,5% inadeguata, il 4,7% pericolosa e il 4% fatiscente.

Numeri che raccontano una realtà che molti studenti, docenti e personale ATA conoscono bene: troppo spesso la scuola viene chiamata a guardare al futuro, ma lo fa dentro edifici che appartengono al passato.


Bagni, wi-fi e riscaldamento tra le principali criticità

Tra gli aspetti più criticati spiccano alcuni servizi essenziali.

Il 56,3% degli studenti boccia il wi-fi disponibile negli istituti, il 49,4% critica lo stato dei bagni e il 38,7% giudica insufficiente l’impianto di riscaldamento.

Sono elementi che non possono essere considerati secondari. La qualità degli spazi, la pulizia, la connessione, il comfort e la sicurezza incidono direttamente sulla vita scolastica quotidiana.

Una scuola non è fatta solo di programmi, voti e lezioni. È fatta anche di ambienti in cui studenti e personale trascorrono molte ore ogni giorno.


Aule tradizionali ancora troppo deboli

Le aule restano il cuore della vita scolastica, ma anche qui il giudizio degli studenti è diviso.

Il 40,3% le valuta sufficienti, il 30,2% esprime un giudizio positivo, mentre il 29,5% le considera inadeguate.

Va meglio per laboratori, aule informatiche, biblioteche e spazi attrezzati, che ricevono valutazioni positive dal 44,9% degli studenti. Segno che, quando gli ambienti vengono progettati e curati, la differenza si vede.


Servono interventi veri, non solo emergenze

Il problema è che in Italia troppi interventi sull’edilizia scolastica arrivano solo quando l’emergenza è già esplosa: crolli, guasti, disagi, impianti non funzionanti, strutture non adeguate.

Ma la scuola non può vivere di manutenzione straordinaria permanente.

Servono programmazione, investimenti continui e una visione chiara: gli edifici scolastici non sono semplici contenitori, ma parte integrante dell’esperienza educativa.

Se vogliamo una scuola moderna, sicura e capace di accogliere davvero studenti e personale, dobbiamo partire anche da qui: dagli spazi, dalle aule, dai bagni, dagli impianti, dal wi-fi, dalla manutenzione.

Perché parlare di futuro della scuola dentro edifici vecchi e inadeguati rischia di diventare una contraddizione enorme.

La scuola italiana non ha bisogno solo di nuove parole.

Ha bisogno di luoghi all’altezza di ciò che ogni giorno le chiediamo di essere.


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