Riforma Istituti Tecnici: protesta sospesa. Il Governo apre alla revisione dei quadri orari e consente cattedre interne anche sotto le 18 ore
- Debora De Patto
- 8 apr
- Tempo di lettura: 2 min

La protesta sulla riforma degli istituti tecnici si ferma.
Il Governo ha mostrato disponibilità a intervenire sugli aspetti più critici, aprendo alla revisione dei quadri orari e alla possibilità di modificare il decreto attuativo.
L’intesa è maturata oggi, 8 aprile 2026, al termine di una riunione in videoconferenza presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. All’incontro hanno partecipato rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, del Ministero del Lavoro e le organizzazioni sindacali, nell’ambito del tentativo di conciliazione previsto dalla normativa sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali.
La convocazione è stata attivata a seguito dello stato di agitazione, motivato dai rischi legati all’avvio della riforma prevista per l’anno scolastico 2026/2027.
Le criticità della riforma
Al centro della protesta, il nuovo modello ‘4+2’, introdotto nell’ambito del PNRR.
Secondo le criticità emerse, l’impianto dei nuovi quadri orari avrebbe potuto generare conseguenze rilevanti:
riduzione delle ore in alcune discipline
frammentazione delle cattedre
assegnazione dei docenti su più istituti
rischio di perdita della titolarità
Uno scenario che avrebbe inciso sia sulla stabilità del personale docente sia sulla continuità didattica degli studenti.
L’accordo: cattedre interne anche sotto le 18 ore
Il punto centrale dell’intesa riguarda la gestione dell’organico.
Il Ministero si è impegnato a consentire, nella definizione degli organici per il 2026/2027, la costituzione di cattedre interne anche con un orario inferiore alle 18 ore.
Si ritiene che tale misura dovrebbe
evitare che i docenti siano costretti a spostarsi tra più istituti,
prevenire la perdita della titolarità
garantire maggiore continuità agli studenti.
prevenire situazioni di soprannumerarietà e mobilità forzata.
Verso la revisione della riforma
L’accordo non si limita alla gestione immediata dell’organico.
Il Ministero ha infatti accolto la richiesta di aprire un tavolo tecnico di confronto, con l’obiettivo di:
rivedere i quadri orari
correggere le criticità emerse
intervenire sul decreto ministeriale già approvato
Un passaggio che lascia aperta la possibilità di modifiche strutturali alla riforma, pur nel rispetto degli impegni previsti dal PNRR.
Protesta sospesa, ma resta la vigilanza
Alla luce delle garanzie ottenute, la protesta è stata sospesa.
Resta però alta l’attenzione:qualora gli impegni assunti non si traducano in atti concreti, la mobilitazione potrebbe riprendere.
La partita, ora, si sposta ai tavoli tecnici.




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