Pensione rinviata, stipendio più alto: la circolare INPS sull’incentivo 2026
- Debora De Patto
- 4 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

Scegliere di restare al lavoro dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata può tradursi in un vantaggio economico immediato.
Con la circolare n. 42 del 3 aprile 2026, l’INPS ha chiarito modalità e destinatari dell’incentivo al posticipo del pensionamento, confermato e ampliato dalla legge di Bilancio 2026.
La misura si rivolge ai lavoratori dipendenti che decidono volontariamente di proseguire l’attività lavorativa pur avendo già diritto al pensionamento, estendendo l’accesso anche a chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre 2026.
Più netto in busta paga: come funziona
Il funzionamento dell’incentivo si basa su una scelta del lavoratore: non far accreditare la propria quota di contributi previdenziali. L’importo corrispondente, invece di essere versato all’INPS, viene riconosciuto direttamente in busta paga.
In pratica, la quota contributiva a carico del dipendente non viene più trattenuta e viene trasformata in retribuzione aggiuntiva, mentre resta invariato l’obbligo contributivo a carico del datore di lavoro.
Il risultato è un incremento immediato dello stipendio netto. Inoltre, le somme percepite non sono soggette a tassazione, in quanto escluse dal reddito imponibile secondo quanto previsto dalla normativa fiscale.
Chi può accedere all’incentivo
Possono beneficiare della misura i lavoratori dipendenti iscritti all’AGO (Assicurazione generale obbligatoria) o a gestioni equivalenti che rientrino in uno dei seguenti casi:
maturazione dei requisiti per “quota 103” (62 anni di età e 41 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2025;
raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini) entro il 31 dicembre 2026.
Quando si interrompe il beneficio
L’incremento in busta paga non è permanente: termina con l’accesso alla pensione, con il raggiungimento dell’età per la vecchiaia, oppure su richiesta del lavoratore. Nel pubblico impiego, in ogni caso, l’incentivo cessa al raggiungimento dell’età pensionabile.
Procedura da seguire
Per attivare il beneficio è necessario presentare domanda all’INPS. Dopo la verifica dei requisiti, l’Istituto comunica l’esito al lavoratore e al datore di lavoro, che potrà adeguare la retribuzione solo a seguito dell’autorizzazione.
I tempi di risposta sono generalmente contenuti in circa un mese dalla presentazione della richiesta.
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