NASpI 2026: durata, importo, riduzione del 3% e calcolo dell’indennità. Guida completa
Aggiornamento: 30 ago

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta l’indennità di disoccupazione riconosciuta dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il proprio lavoro.
Uno degli aspetti che suscita maggior interesse riguarda la durata della prestazione, il metodo di calcolo dell’importo e le regole da rispettare nel corso della fruizione.
Quanto dura la NASpI
La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.
Nel calcolo:
vengono considerate solo le settimane utili ai fini previdenziali;
non sono conteggiati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad una precedente NASpI;
non viene considerata la contribuzione che ha già prodotto una NASpI liquidata anticipatamente in un’unica soluzione.
Esempio
Se negli ultimi quattro anni il lavoratore ha maturato 104 settimane di contribuzione, la NASpI durerà 104 ÷ 2 = 52 settimane
La contribuzione figurativa durante la NASpI
Durante tutto il periodo di percezione della NASpI l’INPS accredita automaticamente la cosiddetta contribuzione figurativa.
Si tratta di contributi previdenziali che:
non vengono versati dal lavoratore;
non vengono versati dal datore di lavoro;
sono riconosciuti gratuitamente dall’INPS.
Lo scopo è evitare che il periodo di disoccupazione penalizzi il lavoratore ai fini della pensione.
Come si calcola l’importo della NASpI
L’importo viene determinato partendo dalla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.
Per il 2026 la soglia di riferimento stabilita dall’INPS è pari a 1.456,72 euro
La soglia viene aggiornata annualmente sulla base della rivalutazione ISTAT.
Se la retribuzione è fino a 1.456,72 euro
L’indennità corrisponde al 75% della retribuzione media.
Se la retribuzione supera 1.456,72 euro
L’importo viene calcolato sommando:
il 75% di 1.456,72 euro;
il 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.456,72 euro.
Il massimale NASpI 2026
Anche in presenza di retribuzioni elevate, l’indennità non può superare il limite massimo stabilito annualmente.
Per il 2026 il tetto massimo è pari a 1.584,70 euro lordi mensili.
La formula utilizzata dall’INPS
La retribuzione media mensile si ottiene:
sommando tutta la retribuzione imponibile degli ultimi quattro anni;
dividendola per il numero delle settimane contributive;
moltiplicando il risultato per per il coefficiente numerico 4,33.
Il valore ottenuto rappresenta la retribuzione media mensile sulla quale applicare le percentuali previste dalla normativa.
Quando diminuisce la NASpI
L’importo non rimane invariato per tutta la durata della prestazione.
Dal primo giorno del sesto mese di fruizione, la NASpI viene ridotta del 3% ogni mese. Per chi ha già compiuto 55 anni al momento della domanda, la riduzione decorre dall’ottavo mese.
NASpI e attività lavorativa
La NASpI è compatibile con alcune attività lavorative, purché siano rispettati i limiti di reddito previsti dalla normativa.
L’indennità può essere ridotta quando il beneficiario svolge lavoro subordinato, lavoro autonomo, oppure attività parasubordinata che generino un reddito annuo non superiori a un certa soglia.
In questi casi la NASpI può subire riduzioni, ed è necessario comunicare all’INPS il reddito annuo presunto.
La comunicazione deve avvenire entro un mese:
dall’inizio dell’attività;
oppure dalla presentazione della domanda se il lavoro era già in corso.
La mancata comunicazione comporta la decadenza dalla prestazione.
Quando la NASpI viene sospesa
La prestazione viene sospesa, ad esempio, in caso di:
rioccupazione con contratto subordinato di durata non superiore a sei mesi, salvo che il beneficiario effettui la comunicazione del reddito annuo presunto e che il reddito risulti inferiore a 8.174 euro;
nuova occupazione in uno Stato membro dell’Unione europea o in Paesi convenzionati.
Quando si perde la NASpI
Il diritto decade nei casi previsti dalla legge, tra cui:
perdita dello stato di disoccupazione;
avvia un rapporto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi o a tempo indeterminato senza effettuare le comunicazioni previste;
mancata comunicazione del reddito presunto derivante da rapporti di lavoro part-time già esistenti al momento della domanda;
avvio di attività autonoma senza effettuare la comunicazione del reddito presunto entro un mese dal suo inizio o dalla data di presentazione della domanda se l'attività lavorativa autonoma o l'iscrizione alla Gestione Separata era preesistente alla domanda stessa;
raggiungimento della pensione di vecchiaia;
raggiungimento della pensione anticipata;
riconoscimento dell’assegno ordinario di invalidità senza optare per la NASpI;
mancata partecipazione, senza giustificato motivo, alle iniziative di orientamento e alle attività previste dai Centri per l’Impiego.
Obblighi per gli iscritti alla Gestione Separata
beneficiari della NASpI iscritti alla Gestione Separata INPS sono tenuti a dichiarare il reddito annuo presunto, anche nel caso in cui tale reddito sia pari a zero.
La dichiarazione può essere effettuata:
direttamente durante la compilazione della domanda di NASpI;
oppure entro un mese dalla presentazione della domanda, qualora non sia stata inserita inizialmente.
La mancata comunicazione del reddito presunto entro i termini previsti comporta la decadenza dal diritto alla NASpI.
Chi non è sicuro di essere iscritto alla Gestione Separata può verificarlo accedendo al proprio estratto conto contributivo disponibile nell’area personale del portale INPS.
Liquidazione anticipata della NASpI
Chi desidera avviare un’attività imprenditoriale può richiedere il pagamento anticipato della NASpI in un’unica soluzione.
La richiesta può essere presentata per:
apertura di partita IVA;
avvio di impresa individuale;
ingresso in cooperativa come socio lavoratore.
L’anticipazione rappresenta uno degli strumenti previsti per favorire l’autoimpiego.




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