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Matematica, Valditara: “Bisogna insegnarla in modo diverso”. Al via la riforma della didattica e la sperimentazione del liceo matematico

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
21 lug
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 22 lug

Al via la riforma della didattica e la sperimentazione del liceo matematico

Le difficoltà degli studenti italiani in matematica continuano a rappresentare una delle principali criticità emerse dal Rapporto INVALSI 2026. Nonostante alcuni segnali di miglioramento nella scuola secondaria di secondo grado, soprattutto nel Mezzogiorno, la disciplina resta quella che registra le maggiori difficoltà, in particolare nella scuola primaria.

Intervenendo sull’argomento, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha illustrato la strategia del Ministero per cercare di invertire la tendenza, puntando su una diversa impostazione dell’insegnamento della matematica.


INVALSI 2026: la matematica resta il punto debole

I risultati delle prove INVALSI mostrano un quadro articolato.

Nella scuola primaria si registra un peggioramento rispetto agli anni precedenti. Nelle classi seconde raggiunge il livello minimo di competenza il 64% degli alunni, mentre nelle classi quinte la percentuale scende al 63%, con un arretramento di circa 8-10 punti rispetto al periodo pre-pandemia.

Nella scuola secondaria di primo grado la situazione appare sostanzialmente stabile: circa il 55% degli studenti raggiunge il livello base, ma continuano a pesare le differenze territoriali, con uno scarto che arriva fino a 20 punti percentuali tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno.

Migliorano invece i risultati dell’ultimo anno delle scuole superiori. La quota di studenti che raggiunge almeno il livello base passa dal 49% al 52%, con progressi particolarmente significativi nelle regioni meridionali, contribuendo a ridurre, almeno in parte, il divario territoriale.


Valditara: “Serve insegnare a pensare matematicamente”

Commentando i dati in un’intervista a La Stampa, Giuseppe Valditara ha osservato che le difficoltà in matematica non rappresentano un fenomeno esclusivamente italiano.

Secondo il ministro, la risposta passa attraverso una profonda revisione dell’approccio didattico.

L’obiettivo della riforma è abituare gli studenti a “pensare matematicamente”, partendo dall’osservazione della realtà e dai problemi concreti per arrivare successivamente al calcolo e alla teoria, rendendo la disciplina più vicina all’esperienza quotidiana e più coinvolgente anche per chi oggi la vive con difficoltà.


Attenzione agli studenti con background migratorio

Nel suo intervento, Valditara ha evidenziato anche un altro elemento che, a suo avviso, incide sui risultati.

Il ministro ha ricordato il costante aumento degli studenti con cittadinanza straniera, in particolare nella scuola primaria, sottolineando come questa popolazione scolastica presenti mediamente risultati inferiori e richieda interventi di sostegno specifici.

Per questo motivo il Ministero intende rafforzare Agenda Nord, il programma destinato soprattutto alle scuole delle periferie del Nord e del Centro Italia, dove la presenza di studenti con background migratorio è particolarmente elevata.


Al via il liceo matematico

Tra le iniziative previste dal Ministero figura anche la sperimentazione del liceo matematico, che prenderà il via dal prossimo anno scolastico.

Il progetto coinvolgerà 100 licei, tra istituti scientifici e classici, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo della matematica non solo come disciplina scientifica, ma anche come strumento di ragionamento e collegamento con altre aree del sapere, comprese quelle umanistiche.

L’intento è proporre un modo diverso di insegnare la materia, mettendone in evidenza le applicazioni nella vita quotidiana e il suo valore culturale, nella speranza di migliorare l’interesse e le competenze degli studenti.


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