Manifestazioni del 24 ottobre, perquisizioni e controlli in diverse città. Cambiano i luoghi dei cortei

Giornata di manifestazioni e controlli in numerose città italiane quella di oggi, sabato 24 ottobre. Studenti, associazioni, movimenti e organizzazioni giovanili hanno promosso iniziative su temi diversi: dal diritto allo studio al caro vita, dalla pace al riarmo, fino alle politiche del Governo.
L’attenzione delle forze dell’ordine resta alta dopo i disordini dello scorso fine settimana. In particolare, sono state avviate perquisizioni e attività investigative che coinvolgono numerosi giovani, tra i quali anche diversi minorenni.
Perquisizioni dopo gli scontri: coinvolti anche numerosi minorenni
Le attività investigative avviate dopo i disordini del 17 e 18 ottobre hanno interessato diverse città italiane.
Secondo quanto riferito dall’ANSA, la Digos ha effettuato perquisizioni in 18 città nei confronti di circa 100 persone precedentemente identificate durante gli episodi di violenza. Tra queste, 51 sono minorenni.
Gli accertamenti hanno interessato, tra le altre città, Bari, Bergamo, Bologna, Como, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Monza, Varese e Verona.
Una parte dell’attenzione investigativa si è concentrata anche sulle comunicazioni avvenute attraverso le chat.
A Bergamo, ad esempio, è stata effettuata una perquisizione nei confronti di una persona che, all’interno di una chat WhatsApp creata per organizzare una manifestazione studentesca prevista a Dalmine, avrebbe pubblicato un contenuto ritenuto istigatorio. Nella stessa attività un quindicenne incensurato è stato denunciato dopo il ritrovamento nella sua abitazione di un bastone estensibile in metallo.
Ulteriori controlli sono stati condotti anche in altre città. A Como le indagini hanno riguardato 25 persone, 21 delle quali minorenni, dopo il monitoraggio di alcune chat WhatsApp nelle quali, secondo gli investigatori, sarebbero state pianificate iniziative finalizzate a provocare disordini, vandalismi e saccheggi.
Il Movimento 17 ottobre cambia programma
A poche ore dalle manifestazioni è cambiato anche il programma del Movimento 17 ottobre.
I punti di ritrovo annunciati precedentemente, tra cui piazza Duomo a Milano e piazza Nettuno a Bologna, sono stati cancellati.
Il movimento ha comunicato che alle 14.30 saranno indicati tre diversi punti di concentramento per ciascuna città. Successivamente, alle 15.30, dovrebbe essere resa nota una piazza finale verso la quale far convergere i diversi cortei.
La decisione rende più complessa l’organizzazione dei dispositivi di sicurezza, perché i luoghi effettivi delle mobilitazioni saranno conosciuti soltanto poco prima dell’inizio.
Milano sotto stretta sorveglianza
Particolare attenzione è riservata a Milano, dopo quanto accaduto durante le manifestazioni dello scorso fine settimana.
Nel centro cittadino sono stati predisposti controlli rafforzati e alcuni commercianti hanno scelto di proteggere le vetrine o modificare gli orari di apertura.
Forze dell’ordine e militari sono stati schierati nei punti considerati più sensibili della città. I controlli interessano anche le stazioni ferroviarie lombarde, con verifiche finalizzate a intercettare persone eventualmente in possesso di oggetti impropri.
Cortei anche a Roma e Torino
La giornata di mobilitazione non riguarda però soltanto Milano.
A Roma sono previste diverse iniziative. In mattinata è stata programmata una manifestazione promossa dalle organizzazioni giovanili della destra, mentre nel pomeriggio è previsto il corteo nazionale “Fuori l’Italia dalla guerra”, con partenza da piazza della Repubblica.
A Torino è invece previsto il corteo “Noi la guerra non la paghiamo”, promosso contro il riarmo. Sono attesi anche studenti delle scuole superiori e universitari.
Manifestazioni e iniziative sono state annunciate anche in altre città italiane, con rivendicazioni che spaziano dal costo della vita e dei carburanti alle spese militari, fino alla pace e alle politiche sociali. (ANSA.it)
La situazione resta dunque in evoluzione, soprattutto per quanto riguarda le iniziative i cui luoghi di concentramento saranno comunicati soltanto nelle prossime ore.
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