Gratteri ai docenti: «già lo capiamo dai vostri stipendi che la politica non crede nell’importanza dell’istituzione»

Stipendi bassi, perdita di autorevolezza degli insegnanti, pressioni delle famiglie e troppi progetti. È il quadro tracciato dal magistrato Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, durante il convegno nazionale della Gilda degli Insegnanti organizzato in occasione della Giornata Mondiale dell’Insegnante.
«Dagli stipendi si capisce quanto si crede nella scuola»
Gratteri ha puntato innanzitutto sul riconoscimento economico e sociale dei docenti:
“Già lo capiamo dai vostri stipendi che la politica non crede nell’importanza dell’istituzione. In una società consumistica in cui si conta in base a ciò che si ha e non in base a ciò che si è, voi vi presentate a scuola col tram, con la Panda o con la Clio. Siete dei morti di fame, degli sfigati, persone che hanno fallito nella logica del consumo, anche se sappiamo benissimo che è esattamente il contrario”
«Il problema è l’educazione dei genitori»
Particolarmente duro il passaggio sul rapporto con le famiglie.
«Non abbiamo il problema dell’educazione dei ragazzi, abbiamo il problema dell’educazione dei genitori. Abbiamo cinquantenni scostumati e volgari», ha dichiarato.
Gratteri ha descritto, con un’iperbole, la reazione di alcuni genitori davanti a un brutto voto: «Il padre scappa la mattina dopo insieme alla madre e vanno col Kalashnikov a incontrare l’insegnante o la dirigente scolastica, facendo processi per direttissima».
Secondo il procuratore, la partecipazione delle famiglie non dovrebbe trasformarsi in un’ingerenza nell’attività didattica: «La scuola è diventata una cogestione ed è sbagliato: un medico o un muratore non possono spiegare come si insegna».
«Le scuole trasformate in progettifici»
Critiche anche alla proliferazione dei progetti negli istituti, che secondo Gratteri rischia di sottrarre tempo alla didattica.
«Vi hanno preso in giro trasformando gli istituti in progettifici. Vi danno cinquecento euro a fine anno e anziché insegnare italiano, storia, geografia, matematica e filosofia vi ritrovate a fare progetti».
L’intervento mette così al centro tre questioni: retribuzioni, autorevolezza professionale dei docenti e centralità dell’insegnamento.




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