Docenti di sostegno senza libri cartacei: “Ai colleghi vengono consegnati, a noi solo la versione digitale. Non siamo insegnanti di serie B”

Il tema del riconoscimento del docente di sostegno come insegnante a pieno titolo della classe torna al centro del dibattito. Questa volta la questione riguarda i libri di testo e il diverso trattamento che, secondo la testimonianza di molti docenti, verrebbe riservato da alcuni rappresentanti delle case editrici agli insegnanti curricolari e a quelli di sostegno.
Le testimonianze raccontano di aver chiesto ai rappresentanti una copia di un libro di testo, ricevendo però come risposta la disponibilità della sola versione digitale.
«Noi che siamo del sostegno non ne abbiamo diritto», denunciano gli insegnanti, sottolineando come le copie cartacee vengano invece messe a disposizione dei docenti delle discipline, anche in vista delle future adozioni.
Il problema delle adozioni
Alla base della differenza di trattamento ci sarebbe una ragione prevalentemente commerciale: il docente di sostegno, pur essendo contitolare della classe, non è il docente della specifica disciplina chiamato a proporre l’adozione del relativo manuale.
Proprio questa circostanza finirebbe però per creare una distinzione difficile da accettare nella pratica quotidiana:
«Veniamo considerati di serie B».
Il libro di testo non è soltanto uno strumento utilizzato durante la lezione.
Per l’insegnante di sostegno può essere indispensabile per conoscere in anticipo gli argomenti affrontati dalla classe, preparare materiali, individuare esercizi e adattare le attività alle esigenze dell’alunno.
«Non possiamo utilizzare il libro acquistato dalla famiglia»
La difficoltà emerge soprattutto quando lo studente segue la stessa programmazione della classe o svolge attività strettamente collegate a quelle proposte dal docente curricolare.
In questi casi avere a disposizione il testo consente al docente di sostegno di lavorare sui contenuti anche fuori dall’orario scolastico, predisponendo eventuali semplificazioni, schemi o materiali personalizzati.
Affidarsi esclusivamente al volume acquistato dalla famiglia non può rappresentare una soluzione: il libro appartiene allo studente e potrebbe, banalmente, non essere disponibile nel momento in cui serve al docente.
Da qui la critica all’idea che l’insegnante debba acquistare autonomamente il manuale:
«Non è giusto: siamo docenti come gli altri».
L’appello ai docenti curricolari
Una possibile soluzione è affrontare la questione con i rappresentanti editoriali già al momento delle adozioni, chiedendo che anche i docenti di sostegno possano ricevere una copia cartacea del testo. Il digitale è certamente una risorsa utile, ma non dovrebbe rappresentare l’unica possibilità riservata al sostegno.
Esiste un diritto alla copia cartacea?
Sul piano normativo, non esiste una disposizione generale che riconosca automaticamente al docente di sostegno il diritto a ricevere gratuitamente dalle case editrici una copia cartacea dei libri adottati.
La disponibilità delle copie saggio dipende quindi dalle politiche degli editori e dai rapporti con i rappresentanti.
In alcuni casi è possibile ottenere anche il volume cartaceo, mentre in altri viene garantito esclusivamente l’accesso alla versione digitale. Non mancano, inoltre, situazioni in cui, solo dopo ripetute richieste ai rappresentanti editoriali, ai docenti di sostegno viene “concessa” la versione cartacea semplificata del testo, pensata per gli studenti con bisogni educativi speciali, anziché lo stesso volume usato dal resto della classe.
La questione va oltre la semplice disponibilità di un libro: riguarda gli strumenti messi concretamente a disposizione di un insegnante che, al pari degli altri, è chiamato a partecipare alla progettazione educativa e didattica della classe.




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